Storia di una ladra di Libri, il film tratto dal romanzo di Markus Zusak indica a tutti noi quanto sia importante la 'parola'.

Quando la stampa dice che il film di Brian Percival è didascalico forse avrà pure ragione, perché l'assunto fondamentale che il film trasmette è il valore trascendentale della parola. C'è una scena che vale la pena ricordare ed è quella in cui Max Vandenburg , il rifugiato ebreo nella casa dei due coniugi che hanno adottato Liesel Meminger, parla con la ragazzina ( interpretata magistralmente da Sophie Melisse).

Le spiega quanto sia importante il valore della parola e come attraverso la parola un uomo possa superare anche le più atroci avversità.

Le chiede, per lui che non può uscire e assaporare l'aria dell'inverno, cosa ci sia al di là dei vetri. Leisel risponde in questo modo: 'Tutto è nascosto dietro una nuvola e il sole sembra un'ostrica d'argento'. E Max risponde di essere contento, attraverso le parole di lei ora vede anche lui.

La bambina, quando era morto il fratello più piccolo, era riuscita a salvare sulla pietra tombale un libro e su quel libro imparerà a leggere, ma è così vivida la sua fantasia che durante un bombardamento inventerà un racconto e lo riferirà a tutte le persone che si erano rifugiate nello scantinato.

La stranezza della storia, siamo nella Germania del 1939 durante l'ascesa del nazismo e il suo trionfo, è questo essere raccontata da Signora Morte, la storia proseguirà con un intreccio imprevedibile, ma la ragazzina ladra di libri continuerà a custodire gelosamente qualche libro sullo sfondo della violenza cieca e gratuita che il regime eserciterà pure sui libri.

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Perché la parola è così preziosa? Perché con essa qualche uomo, di fronte all'egoismo e alla paura di tutti, saprà continuare ad essere uomo e tenderà una mano a quelli che per il regime dovevano finire nelle camere a gas. Saranno pochi quelli che sapranno farlo, ma saranno solo quelli a riuscire a conservare, in tempi così bui, quel quid prezioso di solidarietà e conforto che permetterà a qualcuno di sopravvivere.

Un film dalla struttura classica, una narrazione fluida e semplice, con il flashback iniziale su un cielo per l'appunto pieno di nuvole grigie e fumose e una voce fuoricampo che fa il suo commento sulla precarietà della vita umana. Un film da vedere. Una bella lezione, rimanendo al suo carattere didascalico.

Il film è tratto dal romanzo di Markus Zusak dal titolo 'La bambina che salvava i libri' un besteller del 2005 . Il romanzo ha venduto 8 milioni di copie ed è stato tradotto in 30 lingue. Markus Zusak ora sta lavorando al prossimo romanzo dal titolo ' Ponte di argilla'.