Da secoli si discute e ci si appassiona sulle contrapposizioni, Beatles o Rolling Stones, Duran Duran o Spandau Ballet (nelle versioni crossover Duran o Europe), Oasis o Blur, Lunapop o le Vibrazioni, One Direction o… Ad andarci a fondo si potrebbero fare delle antinomie impreviste o curiose.

Tuttavia, alla base di questo gruzzolo di canzoni dell'album che si chiama "Quando non 6 Totti o Ligabue", e che circola in rete da qualche tempo abbinato al nome del suo autore, Mimmo Parisi, non c'è l'intento di Tizio che contrappone Caio a Sempronio perché giudica il primo più dotato di note o di concetti. Piuttosto c'è la volontà di sottolineare quanto l'essere qualcuno sia sempre un lasciapassare riconosciuto, e fuori luogo, che continua a imperare.

Insomma, anche se valutato negativamente nel privato, fare da zerbino (fosse anche a un genio conclamato non dovrebbe mai essere un tributo!), sembra l'hobby deleterio che improvvisamente appassiona alcuni individui. Magari quegli individui stessi che un attimo prima detestavano il loro vicino (futuro Nobel) perché in piena notte si metteva a declamare l'Eneide o, il ragazzotto con la Fender che rompe con i lamenti da gatto che ottiene facendo esperimenti sulle corde, beh, improvvisamente, appena "succede qualcosa" cambiano idea.

Ovviamente, a posteriori, se i due rispondono al nome di L. Pirandello o E. Van Halen o, per citare il titolo dell'album di Mimmo Parisi, Totti o Ligabue, sembra inattendibile il primissimo giudizio dato, comunque così stanno le cose.

La title track dell'album "Quando non 6 Totti o Ligabue" chiude con un consiglio particolarmente attuabile, anche perché non c'è vera alternativa, ovvero, quando non si è quello che si vorrebbe essere bisognerebbe dar valore a quello che si è.

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O contentarsi di quello che si è.

Di seguito i brani che compongono l'album: "Quando non 6 Totti o Ligabue", "A Berlino", "Ma tutto cambia", "Stella cadente", "Arrendetevi siete circondati", "Tempi duri", "Bolerock", "Sky".