La Taranto bella al tramonto, la Taranto dal mare azzurro, del gabbiano a caccia, della luna sul campanile, o del pescatore di ritorno. La Taranto di notte, e nella vita di tutti i giorni. Emozioni e suggestioni banali forse da raccontare, ma non di certo di fronte alle fotografie del professor Franco Scherma, la cui raccolta, intitolata ‘Poema Fotografico’, è stata presentata questa mattina, presso la sala conferenze della UIL a Taranto.

Un libro insolito, che parla con le immagini: “poesie d’immagine” chiama Franco Scherma le sue fotografie, accostate, grazie all’impegno dell’editore Pietro Massafra (Scorpione Editore), a riflessione di autori contemporanei, quasi come se questi fossero passati da Taranto, e ammirando tale spettacolo, avessero avuto l’ispirazione per un loro componimento.

Una raccolta, e non la prima, nata dall’impulso che l’autore ha sempre avuto, di rendersi utile per la città, considerando che Franco Scherma, ha dedicato gran parte della sua vita a parlare di Taranto. Fisico ed ex preside del “Pacinotti”, trasforma l’hobby della fotografia in una testimonianza per le nuove generazioni, affinché i giovani del domani, attraverso le sue foto, possano conoscere le bellezze nascoste della città.

Come appunto spiega Scherma, l’obiettivo principale di tutto il lavoro, è stato immortalare quelle nicchie di bellezza che ancora ci sono, proprio per raccontare la Taranto che c’è ancora, e far sì che come una poesia, quella immagine resti nel tempo. Una presentazione particolare quella di stamattina, in un posto abbastanza insolito, una sede sindacale.

A fare gli onori di casa Giancarlo Turi, il quale legato da profonda stima e amicizia al professor Scherma, spiega che per una volta si è deciso di affrontare il tema della città in maniera positiva, senza soffermarsi sulle mille problematiche che la attanagliano oramai da tempo. C’è proprio l’esigenza di parlare positivamente di Taranto, poiché portare una città al meglio non è incompatibile con la cultura del lavoro. L’idea quindi, nasce anche dalla consapevolezza che magari le cose cambieranno, in quanto nella città si respira una nuova sensibilità.

La raccolta fotografica del professor Scherma, si apre con una dedica alle nuove generazioni: “Alla gioventù tarantina costretta a separarsi dalla famiglia e dalla terra natia per emigrare in cerca di lavoro. Ai miei due figli Raffaele e Mariarosaria che di quella gioventù ne fanno parte”. Una speranza per la gioventù, è quella che vuole infondere il professor Scherma, consapevole della problematica occupazionale giovanile, che spinge appunto i giovani a lasciare la città per cercare lavoro altrove.

Al motto di “Non tutto è perduto”, l’opera appunto si propone di diffondere quella speranza che qualcosa possa cambiare, poiché come i suoi scatti testimoniano, Taranto è ricca di bellezze, destinate a restare nel tempo, doni della natura, che spesso lo stesso uomo ha distrutto, ma che se colte come in una foto, nel pieno del loro essere, possono fare spazio a nuovi orizzonti occupazionali.

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