Il 28 luglio 2014, decisamente in sordina, è stato approvato il decreto legge voluto dal ministro Dario Franceschini. Il provvedimento, già approvato alla Camera dei Deputati, è passato con 159 voti a favore e solo 90 contrari. Ecco le parole del ministro dopo la vittoria in Senato: "Grazie al positivo contributo di deputati e senatori il decreto Cultura e Turismo è ora legge, con alcune migliorie significative al testo originale frutto del dibattito parlamentare. Finalmente anche in Italia ci sono strumenti fiscali adeguati per sostenere la cultura e rilanciare il turismo. Adesso non ci sono più scuse: veniamo da anni di tagli, è arrivato il momento di investire." Parole importanti, che sottolineano un crescente e positivo interesse verso le problematiche legate al mondo della cultura, fin troppo dimenticato, e, in alcuni casi, addirittura "snobbato".

Una delle novità a cui fa riferimento Franceschini risiede nella possibilità, all'interno dei poli museali e degli istituti culturali di elevato interesse nazionale, di assegnare incarichi dirigenziali anche a persone esterne alla Pubblica Amministrazione; ma l'interesse è sicuramente concentrato sull'introduzione di un tax credit per la ristrutturazione di sale storiche, per la riqualifica di piccole sale cinematografiche e per la digitalizzazione turistica.

Così, il 30 luglio 2014 sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicata questa nuova legge, la quale, tra le altre cose, conferma la semplificazione delle procedure per il Grande Progetto Pompei. Ovviamente non sono mancate le polemiche, con i parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno denunciato la microgestione clientelare del settore, l'inadeguatezza delle risorse stanziate, la criticità delle coperture e la mancanza di un progetto di lungo termine per fare dei beni culturali un volano della ripresa.

Piovono critiche anche dai senatori della Lega Nord e di SEL, mentre Forza Italia ha espresso il proprio apprezzamento per la decisione di aprire ai privati la gestione dei beni culturali.

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