Ci potrebbero essere mille ragioni per visitare questa mostra, ma una è prevalente. Sfileranno davanti ai nostri occhi, visitatori esperti o ingenui, 220 opere che coprono l'arco di una vita. L'occasione, per quanto riguarda le esposizioni dedicate a questo pittore, è unica. Le opere provengono non solo da collezioni private, ma dai musei più importanti del mondo, dal Moma di New York, al Metropolitan Museum di New York, dal Centro Pompidou al Museo Nazionale russo di San Pietroburgo. E vedere sfilare 220 tele di quello che è considerato il più fantasioso e irriverente artista del 900, con le sue acrobazie e le inquadrature sbilenche e rovesciate, con tutta la simbologia dell'universo ebraico della Russia prerivoluzionaria, e nel contempo la simbologia del mondo contadino della Bielorussia, mescolati con flash sulla vecchia Europa e sulle sue meravigliose città, è un po' come fare il giro del mondo in due ore e non in novanta giorni.

Ma questo giro non è solo geografico, è anche storico, perché si ritorna alla Russia prima della rivoluzione per accedere poi in quella rivoluzionaria, ci si bagna nei ricordi dell'Europa prima della seconda guerra, per poi distenderci nelle atmosfere rilassate della Francia sulla Costa Azzurra dove ha voluto vivere l'ultima fase della sua vita. Immergersi nell'universo colorato e bislacco di Chagall è di grande efficacia per tutti, perché questo stravagante pittore sa costruire scene che non solo sono imbevute di colore, ma realizzate secondo simboli che afferiscono alle leggende popolari, e quel mondo semplice, fatto di izbe, carretti, cavalli, contadine e cupole rotonde ci attrae, come ci attraggono in modo irresistibile i racconti dei fratelli Singer ( Isaac Bashevis Singer, Israel Joshua Singer) e tutto quel mondo che forse è letteralmente scomparso o che fa ogni tanto capolino nei libri di Paolo Rumiz( Trans Europa Express).

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Dice giustamente il grande critico Argan ' Chagall non ha alcun ritegno ad esplicitare le sue immagini fantastiche; si può dire addirittura che le 'rappresenta' nel senso teatrale del termine, facendole muovere su un'immaginaria ribalta come un regista farebbe muovere i suoi attori'

Chagall, dunque va visto perché al di là delle affermazioni della critica, al di là di quanto sia populista e legato all'Arte popolare, è un pittore che fa leva sull'immaginazione e parla con i colori e le sue strutture sognate più che reali. In un'epoca di razionalismo e di aspirazione efficientista un bagno nel mondo yiddish, e nelle mucche che volano posate sopra i tetti delle case, è un modo per guardare il pianeta con altri occhi. Quelli di questo pittore, che ha traversato il Novecento con tutti i suoi disastri e che ha saputo ciononostante conservare una innocenza quasi assoluta, sono quanto mai efficaci. La mostra inaugura il giorno 17 settembre nelle sale di Palazzo Reale e rimarrà aperta sino al 1 Febbraio 2015.

Costo del biglietto è di 12 euro, ridotto 10 euro. Va ricordato che si aprirà anche una mostra al Museo Diocesano di Milano dal titolo 'Marc Chagall e la Bibbia' con 60 dipinti.