Si è conclusa la 71/a edizione della Mostra d'arte Cinematografica di Venezia. Il Leone d'Oro per la migliore regia è andato al film " A pigeon sat on a branch reflectiong on existence"( Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza), del regista svedese Roy Andresson, fino all'ultimo incredulo davanti all'idea che la statuetta più prestigiosa della kermesse di Cinema veneziana fosse nelle sue mani. La scelta della giuria, che ha apprezzato il mondo di Andresson visto dai piccioni, dato che lo ha scelto tra altri 20 film in concorso, ma anche spaccato la critica visto che all'annuncio si sono levati applausi e fischi. La sorpresa non è stata solo per il vincitore del Leone d'Oro, ma è stata generale, diciamoci la verità, chi avrebbe puntato su Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza? Detto questo diciamo comunque che il folle film dello svedese è sicuramente un film intelligente e originale, che offre una prospettiva diversa di sguardo sull'umanità.

Secondo classificato, Leone d'Argento, per il regista russo Andrej Konchalovsky e la sua poesia della natura con il film " Le notti bianche del postino". Gran Premio della giuria a un documentario straordinario e durissimo, " The Look of Silence", per la regia americana di Joshua Oppenheimer, sull'eccidio in Indonesia. Manca il cinema italiano.

Ma resta in Italia con piacere la Coppa Volpi femminile, succede infatti a Elena Cotta vincitrice nell'edizione dello scorso anno, Alba Rohrwacher, riconosciuta migliore attrice per il film " Hungry Hearts", momento speciale per la bravissima Rorhwacher, che fa seguire il riconoscimento di Venezia al Grand Prix della giuria di Cannes. Hungry Hearts conquista anche la Coppa Volpi maschile, come miglior attore protagonista con l'americano Adam Triver; nell'insieme un bellissimo riconoscimento anche per il regista italiano Saverio Costanzo.

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Gli altri riconoscimenti. Il premio Marcello Mastroianni, riservato ai giovani interpreti è andato al 15enne Romain Paul diretto dal regista francese Alix Delaporte in " Le demier coupe de marteau". Premio per la migliore sceneggiatura, per il film della regista iraniana Rakhshan Bani-Etemade, "Tales", a Ghessea. Premio Speciale della giuria al film "Sivas", del regista turco Kaan Mujdeci, uno spaccato dell'Anatolia nei combattimenti dei cani.

Per la sezione Orizzonti il premio come miglior film è andato all'esordiente regista indiano Chaitanya Tamhane con il film "Court"; al film "Belluscone. Una storia siciliana", del regista Franco Maresco, premio ritirato dal produttore del film, in quanto nemmeno in questa occasione il regista siciliano si è presentato a Venezia, è andato il Premio speciale della giuria.

Premio Venezia Classici a "Animata Resistenza", di Alberto Girotto e Franco Montagner, per il miglior documentario sul cinema, premio consegnato da Giuliano Montalto.

Ultima citazione è per il riconoscimento al miglior film restaurato, si tratta di Una giornata particolare, di Ettore Scola.

Un bel palmares, ma forse si poteva tenere più conto di due film italiani di altissimo livello, Anime nere di Francesco Munzi e Il giovane favoloso di Mario Martone, e di Birdman, di Alejandro Gonzalez Inarritu, non ci meraviglieremmo nel vedere quest'ultimo, silurato a Venezia ritrovarcelo agli Oscar.