Il nuovo album del grande pianista e compositore italiano Alessandro Esseno in esclusiva su Amazon.com. Sette anni di lavoro e ricerca sonora per un affresco visionario e immaginifico. Un tipo di musica unica nel suo genere, vero e proprio manifesto di quello che si ascolterà nei prossimi anni. Lo abbiamo incontrato a Roma.

Maestro, la Sua preparazione è davvero considerevole; da lavori per orchestra a dischi di solo pianoforte dalla forte connotazione virtuosistica, dalle musica per film e documentari alle incursioni in territori Rock e Jazz. Lei come definirebbe la Sua musica, ammesso si possa definire.

"Indefinibile per antonomasia..

Fin dall'infanzia le "musiche" che riuscivano ad emozionarmi erano proprio quelle non catalogabili o etichettabili, fossero anche canzoni da hit parade.. Da allora il tuffo nell'ignoto in me non si è mai spento..".

Come nasce questo suo nuovo disco? Ascoltandolo ci si imbatte in quantità di suoni torrenziali. Personalmente ha richiamato in me a livello di suggestione sonora, i grandi "concept" album della storia del Rock come "Tommy" degli Who o "Tales from Topographic ocean" degli Yes. Questi accostamenti la turbano?

"Niente affatto. Un grande complimento semmai. Magari bisogna specificare che il periodo storico è completamente diverso. L'approccio e la fruizione da parte del pubblico utilizzano categorie logiche completamente differenti. Per quanto riguarda l'eventuale filo conduttore che lega tutti i brani, indubbiamente questo c'è ed è il tema dell'energia vitale presente in ogni essere vivente.

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Dopo il mio disco precedente "Pictures" di solo pianoforte, sentivo il bisogno di utilizzare forme musicali dalle grandi dinamiche sonore. Dalla quiete di un cielo di cristallo del Tibet, alla furia devastante di una tempesta solare. Dalle piccole emozioni quotidiane ai grandi quesiti esistenziali, utilizzando il veicolo dei suoni e dei rumori, e cioè la musica, Il linguaggio universale per eccellenza.".

Dolcezza infinita e violenza metropolitana. Meditazione e stress. Un disco giocato sulla eterna legge dei contrasti, il giorno e la notte, il bianco e il nero, il bene e il male.

"Esatto. Questa è l'esistenza. Dopo oltre trent'anni di attività nella musica, non potevo tornare con un album di canzoni. (Alessandro Esseno ha composto fino ad oggi circa 3000 composizioni tra cui 500 canzoni n.d.r.). Sentivo il bisogno di qualcosa di realmente diverso, sia da tutto quello che si ascolta giornalmente, sia per quanto riguardava i miei dischi. Mi ero preposto un obiettivo e almeno in questo sono riuscito. Ora stà al pubblico dire se quello che ho creato in sette anni di duro lavoro quotidiano, lo emoziona oppure no.".

Il Suo disco certamente ha una "matrix" di idealismo molto forte, che scaturisce da ogni singolo brano. L'idealismo quindi alla fine ci salverà?

"È l'unica speranza. Bisogna cominciare a dirlo a tutti. Come stiamo facendo noi adesso."