Fabrice Luchini è un attore straordinario. Hanno ragione i francesi a considerarlo uno tra i migliori attori del momento. Incarna un prototipo di uomo che non può non far simpatia. Schivo e timido, sa poi manifestare quelle doti di attore istrionico e intuitivo che fanno dell'Arte drammatica un capolavoro di sapienza sul mondo umano e sui suoi innumerevoli inganni. Nel film, uscito il 29 gennaio, si trova a lavorare con una attrice bellissima e brava che interpreta il personaggio di Gemma Bovery , una vera bellezza di mediterranea sensualità. Fabrice Luchini che ha già lavorato nel film uscito due anni fa dal titolo Moliere in bicicletta (film eccellente) questa volta è un singolare panettiere che mentre prepara le sue sgranocchiette e i suoi pani ai semi di girasole ascolta le parole di Flaubert nel romanzo Madame Bovary, romanzo che è la sua passione.

E mentre si fa prendere dalla bellezza di quelle parole ecco capitargli a tiro quella Gemma Bovery che diventa, quasi per miracolo, sua vicina di casa. E' bella Gemma, e quel cognome ' Bovery', non può che richiamarle alla mente la protagonista del romanzo che ama di più. Per il resto la vita del panettiere è del tutto normale, ha una moglie con la quale gli ardori sono cessati da parecchio e un figlio che studia senza grandi risultati, ma la sua vera passione è la letteratura e il romanzo di Flaubert. Ed ecco giungere al quid che il film pone in essere. Che rapporto esiste tra letteratura e vita?

Chi delle due dà il là per prima?

Gradevole e insieme inquietante il film di Anne Fontaine, perchè davvero la vita sembra essere la matrice essenziale di tutto e le svolte narrative sono molto spesso irreversibili e imprevedibili, ben più di quanto possa la letteratura.

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Tutto il film inizia con un boccone preso da una pagnotta fragrante e con quel boccone irrimediabilmente finisce. Protagonista assoluta è Gemma Artenton, l'attrice che incarna il personaggio di Gemma Bovery, alle prese con un marito che le vuol bene davvero e con amanti che oggi compaiono per poi scomparire in un battibaleno. Che così la vita e che cos' è l'amore, vuole chiedersi la regista. E la risposta, quando arriva, viene irrimediabilmente stroncata da un evento del tutto imprevedibile, che si nascone in quel apparentemente innocuo boccone, inquadrato all'inizio della storia.

Un film che fa pensare e che lancia uno sguardo caldo e disincantato sul mondo delle relazioni umane. Il film , che è ora nelle sale da pochi giorni, è stato scelto come opera d'apertura dell'edizione Torino Film Festival 2014. Una sceneggiatura particolare nella quale la regista si affida alla graphic novel di Posy Simmonds, che sa lavorare e produrre cose originali sul tema letteratura e arte, giunta al cinema attraverso il lavoro di Stephen Frears.