"Dimmi che scarpa porti e ti dirò chi sei". Unica espressione idonea per presentare, nel modo più semplice, "Scarpe diem". Un libro, sette storie particolari, racconti, aneddoti, ricordi che ruotano attorno ad uno dei più sensuali indumenti femminili, la scarpa. Stivali, decolté, anche scarpe semplici, ma pur sempre eleganti. Scarpe che dicono molto e tanto potrebbero testimoniare per quanto concerne la personalità di una donna.

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Racconti feticisti nel vero senso del termine o piccole storie raccontate con lo stile di chi vuole guardare la "femme" dal basso? Una creatura letteraria messa in piedi dall'attore di cinema, teatro, regista e doppiatore napoletano, Pino Ammendola.

Classe 1951, si avvicina alla recitazione a soli 12 anni, nel lontano 1963. A 15 anni ha la fortuna, l'onore di fare una comparsa nel celebre film "Operazione San Gennaro".

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Il suo maestro, Achille Milo, lo lancia definitivamente sullo scenario: entra a far parte della Compagnia dei Giovani. Collabora per film e sceneggiati con registi del calibro di Nanni Loy, Lina Wertmuller, Dino Risi, Steno, Tinto Brass, Giuseppe Tornatore. Non solo recitazione, anche una lunga formazione come doppiatore al fianco di colossi della regia come Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Mario Monicelli, Ettore Scola, Enrico Maria Salerno, Gianni Amelio, Stanley Kubrik.

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Libri

Formazione artistica che lo porta, nei primi anni 80', ad attraversare l'oltreoceano per approdare a Los Angeles, la patria del cinema mondiale. Nato e cresciuto in una città, Napoli, che insieme a tante altre città del nostro meridione, considera l'estetica il pilastro portante di ogni persona e la scarpa è uno dei primi particolari, rigorosamente fotografata dagli sguardi delle persone.

Per un libro così inedito e stuzzicante, una prefazione altrettanto stuzzicante, scritta dallo storico conduttore radiofonico e presentatore TV, Renzo Arbore.

"Chi nasce a Napoli viene al mondo con un destino: l'arte del racconto, ispirata dal canto della memoria che si fonde con la suggestione magica dell'ignoto, di ciò che deve ancora arrivare. Così Pino Ammendola, come Sherazade, si salva dalla nostalgia della sua città, evocandola in maniera feticistica attraverso quel simbolo universale della favola che è "la Chianella". Da questo prende il via la sua scrittura quasi cinematografica, fatta della cura del dettaglio e di ritagli d'immagini incollate su un periodare poetico ed accattivante".

Edito da Teke editori, il libro di Ammendola sarà presentato alla libreria L'Argonauta di Roma.

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Alcuni stralci degli stessi racconti saranno accompagnati dalla voce dell'attrice e cantante Maria Letizia Gorga, e dalla dolce, romantica e melodica musica del maestro, Stefano De Meo. A presentare il tutto la giornalista e inviata del TGR Lazio, Roberta Ammendola. Una piacevole degustazione di ottimi vini, "marchiati" Casale del Giglio, concluderà questo interessante pomeriggio culturale romano.

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