Sarà in scena sul palco del teatro Manzoni di Milano, dal 27 al 29 aprile 2015, "La Cantatrice Calva", commedia del teatro dell'assurdo, che è uno dei capolavori di Eugène Ionesco. La trama: siamo in un salotto inglese nei dintorni di Londra, ma in questa messainscena potrebbe essere il salotto di qualunque città italiana, dove vivono i signori Smith, che ricevono la visita, non proprio gradita, di due altri coniugi, i signori Martin. Iniziano tra di loro delle chiacchiere vuote e prive di un effettivo significato, che sembra più essere il frutto di un vaneggiare senza senso.

Vengono, infatti, proferite frasi fatte, contorte, che nulla hanno a che fare con l'effettiva conversazione che dovrebbe avvenire tra di loro. A questo incontro, che ha del surreale, interviene un loro amico, capo dei pompieri, che avendo fretta di congedarsi per rientrare in servizio, tira fuori frasi altrettanto prive di significato, fuori dal filo logico della conversazione, dalla difficile comprensione, ammesso sia possibile farlo. Tutto il dialogo avviene con frasi fatte, luoghi comuni inesistenti e perfino scioglilingua senza senso, dapprima proferite in modo sereno, ma via via sempre di più con toni ostili e nervosi. In quella casa anche l'orologio a pendolo, che scandisce il tempo, è sconnesso dal normale scorrere dei minuti e batte in modo incoerente.

Chi sono gli interpreti

La Cantatrice Calva che si vedrà sul palco del Manzoni è portata in scena da tre attori comici, amici tra di loro, che hanno avute esperienze comuni durante tutto il loro percorso artistico, partendo dagli esordi fino all'avventura a Zelig. Sarà interessante ritrovare Leonardo Manera, Max Pisu e Diego Parassole, fuori dagli schemi comici in cui siamo abituati a vederli, perché tutti hanno avuto il desiderio di voler fare un'esperienza teatrale con un testo classico, ma non per questo divertente. A loro tre si aggiungono due attrici di prosa, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi, anche loro con una grande vocazione a fare coppia e con al loro attivo numerose esperienze, che le hanno viste recitare insieme su diversi palchi milanesi e non solo. Chiude la sestina Marta Marangoni, nel ruolo della cameriera, storica presenza delle produzioni del Teatro della Cooperativa, dove peraltro tutto il gruppo di artisti si incontra regolarmente.

La regia e la morale dell'opera

Diverse trovate registiche di Marco Rampoldi, come stanze comunicanti, mini-sit, voci fuori campo e tanto altro faranno in modo che il tutto apparirà al pubblico assolutamente coeso, dando allo spettatore non solo momenti di divertimento, ma anche la voglia di voler leggere o rileggere questo geniale capolavoro di Ionesco, capace di porre in evidenza, con sarcasmo, quanto siano superficiali e fugaci gran parte delle nostre conversazioni che facciamo, quotidianamente, con amici o ritenuti tali. Nessuno, forse per un falso perbenismo, si ferma a considerare che tante delle nostre conversazioni vertono sul nulla e così ne faremo altre, il giorno dopo, ed il giorno dopo ancora, tutte altrettanto inutili.

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