Ha debuttato sul palco del teatro Manzoni di Milano lo scorso 9 aprile e sarà in scena fino al 26 aprile, "Il Prestito", di Jordi Galceran, per divertire, ma soprattutto per far riflettere su tante condizioni reali che ognuno di noi può trovarsi a vivere nella realtà di ogni giorno.

Gli interpreti. In questa commedia di Jordi Galceran, i due protagonisti, Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti, con un linguaggio semplice e asciutto ma profondamente efficace presentano uno spaccato di vita contemporanea, che potrebbe essere ambientato tanto in Italia quanto in qualsiasi altro paese, e non vuole affatto far riferimento particolare a nessuna banca.

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Gianluca Ramazzotti, in questa piéce nel ruolo di interprete e produttore, aveva voluto precisare questo durante la conferenza stampa di presentazione proprio perché lui nella vita reale, essendo coinvolto pure nelle vesti di imprenditore teatrale, si trova ad affrontare spesso le situazioni di richiedere liquidità nella realtà bancaria italiana.

Il testo e la trama. In questo testo, molto ben scritto e adattato nella versione italiana da Pino Tierno, l'autore scava facendo immergere lo spettatore in quel vortice in cui privati ed aziende si sono venuti a trovare.

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Ma l'arguzia di questo testo consiste nel riuscire a mettere in ridicolo l'importanza del valore che diamo al denaro, contrapponendolo al valore dei rapporti che si vivono all'interno della famiglia, che si ritengono sicuri ed incrollabili, mentre invece sono, a seconda delle circostanze, instabili, precari e a rischio quanto è più degli spread finanziari di cui tanto si è parlato e si continua a parlare.

Pertanto nella figura del personaggio che cerca di ottenere un piccolo prestito che gli è necessario, vi sono rappresentati tutte le difficoltà incontrate da chi necessita di denaro, così come nella figura del direttore della filiale vi è rappresentata l'apparente sicurezza di chi ha il potere del denaro e crede di essere al riparo di tutto. Ma il vento può cambiare e lo spiega la commedia che, con un susseguirsi di situazioni paradossali, rende bene l'idea di come certi meccanismi possono distruggere e capovolgere la situazione di chiunque.

L'epilogo.

Innegabile la capacità recitativa e la presenza scenica dei due collaudati attori in scena, che diretti da Giampiero Solari, accompagnano il pubblico, come conducendolo per mano, a seguire un filo logico e nello stesso tempo assurdo, e tra risate liberatorie farà nascere una spontanea empatia per chi chiede il prestito e una forma di pietà per il direttore che si troverà, suo malgrado, in una grossa ed improvvisa difficoltà che mai avrebbe potuto immaginare.

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