In questi giorni l'Italia sta festeggiando il 750mo anniversario dalla nascita di uno dei suoi figli più illustri, considerato perfino il padre fondatore, assieme ad un altro grande quale Francesco Petrarca, della lingua italiana: Dante Alighieri. Nacque infatti a Firenze, sebbene non in una data ben identificata, che rientra comunque tra il 22 maggio e il 13 giugno 1265. Morì invece a Ravenna il 14 settembre 1321. Poeta, scrittore e politico italiano, è autore della Comedìa, meglio nota come Divina Commedia, divisa in tre volumi dove immagina un viaggio nell'Inferno, Purgatorio e Paradiso, durante il quale incontra uomini di potere che colloca nelle tre sfere dell'aldilà a seconda del loro comportamento e della sua personale considerazione.

D'altronde aveva idee politiche molto nette, anche nei confronti dei Pontefici, che gli costarono non a caso l'esilio. L'opera è considerata la più importante scritta in italiano e uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale.

Non può mancare ovviamente una citazione biografica su una delle più utilizzate enciclopedie online, Wikipedia, la cui forza risiede nel fatto che ad aggiornarla siano gli utenti stessi (in gergo viene definita una open source). Peccato però che sul povero Dante siano apparse per diverse ore parole non proprio lusinghiere e che sicuramente lo hanno fatto ribaltare dalla tomba, come hanno fatto sobbalzare dalla sedie quanti lo stimano e le hanno lette.

Dante 'sfigato e drogato'

Come riporta Il Giornale, queste sono state le parole che per diverse ore sono apparse sul sito: "Era un drogato, ha scritto questo poema del cazzo sotto effetti di funghetti e allucinogeni a noi ancora sconosciuti. É conosciuto da noi giovani come il più grande drogato e sfigato di tutti i tempi perché non è riuscito a portarsi a letto Beatrice.

Tutti noi sognamo un giorno di provare quelle sue droghe e le chiameremo Dante". Frasi che ricordano i temi sgangherati che in classe svolgeva il mitico Pierino, per anni interpretato dal simpatico Alvaro Vitali.

Per fortuna appena la voce si è sparsa e sono circolate segnalazioni su Twitter, tutto è stato rimosso. E sicuramente il bistrattato poeta vittima di 'colui che fece per viltade il gran rifiuto' collocherà questi cyber birbantelli nell'Inferno.

Magari nel fango assieme a Ciacco. Tornando al suo anniversario, per l'occasione Roberto Benigni ha dedicato una sua recita in Parlamento, dopo lo show - molto apprezzato ma anche discusso per il cachet percepito - tenuto lo scorso dicembre su Raiuno.