Continua la tendenza degli ultimi tempi di riproporre nelle sale cinematografiche alcuni tra i più grandi film cult del passato (e questo, ammesso che sia una buona cosa, denota comunque una certa povertà del Cinema di genere di oggi) e venerdì 30 ottobre, in occasione del prossimo weekend di Halloween, tornerà ad essere proiettato “Nightmare – Dal profondo della notte”, una delle pietre miliari del genere horror.

Oltre ad essere perfettamente in tema con la “notte delle streghe”, questo nuovo passaggio nelle sale è un ovvio e dovuto omaggio al regista e ideatore di tutta la saga di “Nightmare”, Wes Craven, scomparso il 30 agosto scorso all’età di 76 anni.

Craven, oltre ad aver creato con “Nightmare” il famosissimo e terrificante personaggio di Freddy Krueger, ha anche firmato la non meno celebre saga di “Scream”.

Il primo “Nightmare” fece epoca

Il primo film della saga horror di “Nightmare” uscì nel 1984 e divenne subito un cult (la serie comprende in tutto nove pellicole non tutte, com’è ovvio, all’altezza della prima) e il personaggio protagonista di Freddy Krueger (interpretato da Robert Englund), un mostro dell’inconscio con un guanto irto di lame, entrò di diritto nell’immaginario orrorifico collettivo.

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Cinema

Il film oscilla tra sogno (incubo) e realtà e vede coinvolti un gruppo di ragazzi borghesi che pagano col sangue le colpe dei propri genitori, rei di aver linciato in passato, ardendolo vivo, un assassino pedofilo di nome Freddy, in libertà per un errore giudiziario.

Freddy, per uno strano sortilegio, ritorna in vita negli incubi dei ragazzi e, assetato di vendetta, li uccide uno dopo l’altro.

Quindi, al di là di una mera rappresentazione horror, “Nightmare”

si fa apprezzare anche per una interpretazione psicanalitica: i figli pagano le colpe dei loro genitori, cioè di una generazione violenta che, contravvenendo a tutte le regole, si è fatta giustizia da sé.

Un omaggio al genio di Wes Craven

Questo omaggio a Wes Craven, pensato in occasione di Halloween, viene dopo il tributo che già la Mostra del Cinema di Venezia fece (grazie all’iniziativa della giornalista e programmer Giulia D’Agnolo Vallan e del direttore della mostra Alberto Barbera) subito dopo la scomparsa del regista americano, avvenuta alla fine dell’agosto scorso.

Craven, che era laureato in psicologia e possedeva un master in filosofia, trasse dalla cronaca l’ispirazione per i suoi film più famosi: l’idea di “Nightmare” gli venne suggerita da dei ritagli di giornale che parlavano di un’insolita epidemia di insonnia che stava decimando molti ragazzi, portandoli alla follia e al suicidio;

il successivo “Scream”, invece, nel quale gli assassini hanno l’ossessione per il cinema horror, gli sarà stato ispirato molto probabilmente dall’invadenza dei media nella vita di tutti i giorni.

Nel film “Nightmare” c’è anche una piccola chicca: c’è un piccolo ruolo di Johnny Depp agli esordi che, molto prima di interpretare il personaggio di “Edward mani di forbice”, fa già pratica di “lame” avendo a che fare con Freddy.

 

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