Dopo averlo meditato, abbozzato e rimandato, ora finalmente esce il disco di Francesco De Gregori dedicato a Bob Dylan, cioè all’unica grande figura artistica che, indirettamente ma non meno potentemente, ha ispirato la carriera del cantautore romano.Siccome il troppo amore a volte paralizza,questo disco, che si intitola “De Gregori canta bob Dylan – amore e furto”, è stato in gestazione per anni (forse troppi), ma proprio per questo è stato curato nei dettagli.Il disco si compone di undici canzoni di Bob Dylan che sono state tradotte (alcune delle quali in maniera sublime) e reinterpretate dal nostro Francesco De Gregori.

Le canzoni sono state scelte e tradotte con cura

Gli undici pezzi scelti appartengono volutamente alla produzione meno conosciuta di Dylan, ma sono comunque estremamente interessanti sia dal punto di vista musicale sia per quanto riguarda il testo.De Gregori spiega la sua selezione dicendo che: ”Usare le hit era un’operazione troppo facile, quindi ho scelto dei brani dei quali sono innamorato, ma sono stati davvero difficili da affrontare”.Il cantautore romano aggiunge anche che: “La sfida della traduzione è stata parte del lavoro perché spesso il testo era intraducibile nella nostra lingua, oppure il significato che Dylan voleva dare a quella poesia era particolarmente criptico”.

Undici brani di qualità

Tra gli undici brani tradotti e reinterpretati c’è “Sweetheart Like You”, che viene programmata in questi giorni dalle radio e ora si intitola “Un angioletto come me”.Poi sono da segnalare anche “Desolation Road”, che diventa “Via della povertà” con un testo stupendamente tradotto (canzone, questa, già reinterpretata da De Gregori e da De Andrè nel 1974), e “Gotta Serve Somebody” che brilla anche come “Servire qualcuno”.

De Gregori confessa di aver incontrato Dylan solo una volta, molti anni fa, in un’atmosfera, però, troppo formale, ma l’ammirazione per il “menestrello di Duluth”, negli anni, è rimasta immutata.Il cantautore romano sarà in tour dal 5 marzo prossimo e, partendo da Verona (il 15 marzo sarà a Torino), toccherà tutti i principali teatri italiani.

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