Desiderate approfondire, nelle feste di Natale, il percorso della canzone classica napoletana fino ai giorni nostri? Non potete, allora, in nessun modo perdervi “Je te vurria …cantà”: un intenso concerto – spettacolo, realizzato dall'artista Pina Giarmanà con Antonio Ferraro (voce narrante), Peppe Copia (chitarra battente), Daniele La Torre (mandolino) e Pasquale Termini (violoncello).

Quando è previsto lo spettacolo live?

Il debutto di Je te vurria…cantàsi terrà lunedì 7 dicembre.

La replica è prevista, invece, per martedì29 dicembre nel suggestivo chiostro di Santa Chiara a Napoli. Gliorari del concerto sono: la mattina dalle 11 alle 13; il pomeriggiodalle 15 alle 17.

Si assisterà ad un viaggio musicale che avrà il suo inizio con lacinquecentesca villanella, primo antefatto fondamentale per lo sviluppo della canzone napoletana dell’800. Seguiranno i pezzi più rappresentativi del secolo del barocco, fino all'esplosione dell’esoterica Michelemmà.Gli spettatori, turisti e napoletani, potranno ascoltare la magia non solo di famosi brani della tradizione musicale partenopea, ma anche capolavori che spesso non vengono valorizzati come dovrebbero.

Si arriverà in seguito al Novecento musicale: periodo in cui la canzone napoletana da popolare diventa classica. Ricordiamo celebri artisti come Placido Domingo, Enrico Caruso, Roberto Murolo, Luciano Pavarotti, che hanno portatoalla ribalta straordinari pezzi.Ed ancora si spazierà dalla lirica digiacomiana alla passionalità vivianea, senza dimenticare i canti popolari rielaborati dal genio di Roberto De Simone, con cui Pina Giarmanà collabora da anni.

Quale sarà il punto d’arrivo?

Quellorappresentato dal Masaniello bluesman dei giorni nostri: l'immortale Pino Daniele. Attraverso un medley di alcuni dei suoi brani si renderà infatti omaggio a una di quellefigure che hanno contribuito a dare un’impronta nuova alla tradizione nostrana. Le canzoni sarannointervallate da momenti recitati, che avrannolo scopo di dipingere con colori ancora più accesi uno spettacolo che, per un’ora e trenta circa, accompagnerà il pubblico in uno spazio metafisico: quel paradiso di suoni e colori chiamato Napoli.

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