La fine di ogni anno è da sempre un periodo dedicato ai bilanci. A questa tradizione non si sottrae nemmeno il mondo editoriale. E così è toccato ad Alfieri Lorenzon, Direttore di AIE, l'Associazione Italiana degli Editori, fare una panoramica generale sull'anno 2015 che volge al termine. È un bilancio ancora ricco di tinte in chiaroscuro quello che emerge dall'analisi del presidente Lorenzon. Infatti, se è vero che si è registrato qualche confortante segno più, è anche vero però che ci sono ancora dei segni meno che l'associazione da lui presieduta si impegnerà ad eliminare nel corso dei prossimi anni.

Alcuni segni di crescita ma ancora pochi lettori

Dopo anni nei quali i segni meno la facevano largamente da padroni, quest'anno cominciano a rivedersi dei confortanti segnali di crescita. Il dato che però continua a preoccupare il Direttore dell'Associazione Italiana degli Editori (e non solo lui) è quello legato al persistente basso numero di lettori, specialmente tra gli adulti. A dar segni di ripresa, segnando una promettente controtendenza rispetto al passato, oltre al settore legato al digitale, è il numero relativo ai giovani lettori.

Ottimi risultati, in questo 2015, sono stati registrati anche dalla piccola e media editoria. Questo si può notare dando un'occhiata alla composizione dei partecipanti a "Più libri, più liberi", la fiera dedicata proprio ai piccoli e medi editori indipendenti. Spostando lo sguardo dal presente verso il futuro, secondo Alfieri Lorenzon, la strada da seguire per continuare questo trend positivo è quella di continuare a puntare su qualità e diversità.

Un altro "buon proposito" per il futuro, espresso dal Direttore di AIE, è quello di continuare a sostenere la fiera della piccola e media editoria, ma anche di partecipare e sostenere manifestazioni più note legate ai libri, come il Salone Internazionale del Libro di Torino, puntando così a restituire alla nostra editoria il meritato prestigio. Oltre a questi buoni propositi personali, il dirigente di AIE esprime il desiderio che il Governo, tenendo fede alla propria finalità sociale, permetta al Centro del libro di lavorare al meglio delle proprie possibilità, portando avanti una politica di sostegno della lettura che consenta al libro di diventare un oggetto sempre più inserito nella vita quotidiana di ogni italiano.

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