L'erotismo con il desiderio e il piacere ispira da sempre gli autori che hanno parlato di amore e di sesso. Così i grandi seduttori Giacomo Casanova e la sua versione musicale Don Giovanni, vanno in scena domani a Torino, al Teatro Gobetti e il giorno 11 a Milano alla Libreria Centofiori. Molti recenti libri  sottolineano l'attualità del tema: Nella tua carne, antologia di letteratura erotica, curata da Giovanni Casalegno per Einaudi e Susanna non vien di Leonetta Bentivoglio e Lidia Bramani per Feltrinelli, senza contare i saggi La fedeltà di Don Giovanni di Roberto Escobar per Il Mulino e Mozart massone e rivoluzionario di Livia Bramani.

La donna Elvira di Casanova nella versione del drammaturgo Arthur Schnitzler, messo in scena al Gobetti da Federico Tiezzi, si chiama Marcellina che scopre in Casanova ultracinquantenne un uomo mediocre, senza la capacità di sedurre che deve ricorrere all'inganno per passare una notte con lei. Nel romanzo Una storia quasi perfetta, di Mariapia Veladiano per Guanda, Zerlina, perché no, è la talentuosa Bianca che ricorda la frase del libretto di Da Ponte: sua passione predominante è la giovan principiante, posta in epigrafe anche dal filosofo Kierkegaard nel Diario del seduttore.

Quando si seduce per un tornaconto economico

Il suo amante non la vuole solo sedurre, ma sfruttare economicamente, strappandole un contratto per cui l'ingenua Bianca deve lavorare per la sua azienda di design. Qui la scrittrice aggiunge un motivo materialistico al gioco dell'innamoramento, tanto studiato dalla psicanalisi, interessata più all'inconscio che al profitto. I protagonisti della seduzione in musica e in letteratura non sono mai avulsi dalla società, ma legati a contesti politici e sociali, alle letture e, in generale, alla cultura dei loro creatori.

Fu poi lo stesso Giacomo Casanova a mettere per iscritto le sue avventure di inguaribile narciso. Mozart mette a fuoco l'anticonformismo la preveggenza delle figure femminili, la loro modernità fino allo scambio di coppia in Così fan tutte che si fa beffe del dongiovannismo.

Per dirla con le figure categoriali di Kierkegaard, il protagonista ha ormai da tempo abbandonato la vita etica per perdersi nella vita estetica, il primo dei tre stadi, quello del seduttore , mentre, per il filosofo della politica all'Università di Milano, Roberto Escobar, Don Giovanni è l'uomo coerente a se stesso, il vero single che non vuole nessuna relazione amorosa stabile, ma non rinuncia alle avventure: è tutto amore, esclama Don Giovanni, ma anche chi a una è fedele, con le altre e crudele.

La Bramani in Mozart massone e rivoluzionario affronta l'esuberanza erotica di Figaro, prima dello nello stadio etico, raggiunto con Susanna.

Tutti i Don Giovanni finiscono male: pagano quella sorta di patto con il diavolo e muoiono in solitudine. Non così il protagonista del romanzo della Veladiano che in Bianca fa un fortunato investimento. La sua relazione con il Don Giovanni dei nostri giorni è ambientata nel microcosmo di una provincia bigotta e pettegola, talvolta crudele nella sua insensibilità, che non crede alle migliori tecniche di seduzioni femminile.

E alla protagonista rimane la domanda del suo destino di amante delusa: chi è davvero Don Giovanni? Un amante compulsivo, un peccatore senza scrupoli, un eroe della libertà.

Da Tirso de Molina a Goldoni e Dumas, da Merimèe. Balzac, Baudelaire, fino a Nietzsche, Brecht, Brancati, Saramago questa figura di egocentrico ha ispirato la letteratura. In un convegno l'anno scorso alla Luiss di Roma, Carlo Ossola ha sostenuto che il passaggio dal Fermo e Lucia di Alessandro Manzoni a I Promessi Sposi risale alla conversione del romanziere dall'aperto giansenismo al rigoroso cattolicesimo.

Qui l'approfondimento su 'Dormono sulla collina' .

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