Quo vado? l’ultimo grande successo di Checco Zalone al botteghino, è ancora in corsa per dare l’assalto al primo posto della classifica dei film con i maggiori incassi di sempre in Italia. Attualmente lo separa dalla leadership del kolossal di Cameron "Avatar" solo poco più di un milione di euro! Insomma, agganciare e superare i 67 milioni della pellicola americana non è più un sogno. Intanto  Quo vado? è di gran lunga il film più visto di tutti i tempi in sala nella Penisola, con circa dieci milioni di spettatori.

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Ma vediamo alcune delle più esilaranti battute che nell’occasione hanno ancor più esaltato l’incredibile vis comica del Checco nazionale, contribuendo allo storico primato di Quo Vado?

Le battute in Quo vado? riferite al lavoro

A seguito della riforma della Pubblica Amministrazione che minaccia seriamente la sua tranquilla collocazione lavorativa in Provincia, Checco è a Roma, al Ministero. Irrompe in un ufficio dove sono sistemate due scrivanie, a cui siedono una donna e un uomo.

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Lui si avvicina a quest’ultimo, che gli chiede: “Deve conferire con la dottoressa?”. Checco: “Ho visto che era femmina, ho detto è la segretaria”. La donna (la dottoressa Sironi): “E invece sono la dirigente”. Checco (rivolgendosi all’uomo): “E tu segretario? Dove c... siamo arrivati!”. 

Checco, veterano di lusso dell’Ufficio Caccia e Pesca alla Provincia, è espertissimo di distributori automatici, tanto da ostentare: "15 anni di impiego pubblico. Sono le basi. Poi vi spiego come fare a prendere le merendine senza pagare".

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Cinema

Le battute sull'argomento amore in Quo vado?  

Checco, innamorato di Valeria, per il fine settimana è ospite nella casa norvegese di lei, dove scorrendo un album fotografico, scopre la natura fortemente emancipata della ragazza, capace di generare figli in ogni Paese dove s’è recata in missione di lavoro. Continuando a sfogliare l’esplosiva raccolta, Valeria gli mostra persino la foto di una sua vecchia fidanzata!

Checco rimane a dir poco sbigottito e proseguendo - da solo - nella visione dell’album finisce per imbattersi in una serie di immagini di cavalli. Ad un certo punto la ragazza, dalla stanza accanto, lo chiama. E lui: “Sì, finisco il periodo equino e vengo”.

Valeria è in Africa. Checco, il suo uomo, non c’è. Lei lo chiama per comunicargli la madre di tutte le notizie: “Sono incinta!”. Checco: "Sai già l’etnia?”.

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Fiocco rosa in casa Zalone, è nata Ines. I due esprimono il proprio punto di vista sul nome. Valeria: "Bello, significa purezza". Checco: "Anche Istituto Nazionale Ente Statale".

E quelle su vari temi

Checco, alla lunga rimane colpito dallo stile di vita nordico, anche se l’estenuante alternanza dei cicli notte-giorno non giova all’umore dei norvegesi, per tale ragione spesso vittime di insani gesti.  Il nostro è in un ufficio pubblico posto ai piani alti, dove un impiegato s’è appena lanciato nel vuoto da una finestra.

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Una signora, visibilmente commossa, dà appuntamento a Checco per l’indomani. Checco: “Una domanda signora, lei a che piano abita?”.  Lei, di rimando: “Primo Piano”. Checco: “Allora vengo domani!”.

A casa di Valeria, a tavola, è di rigore la preghiera. Ognuno dei figli, a seconda delle origini, recita la propria. Quando è il turno dell’esitante piccolo norvegese interviene Checco: “Tu?”. Il bambino: “Io sono ateo”. Checco: “Ringraziamo a Cristo!”.

Intenerito dai piccoli di Valeria, Checco si sbizzarrisce ai fornelli nel preparare ogni sorta di gustose pietanze, frutto della cucina tipica dell’Italia del Sud. Non appena le porta a tavola, i bambini si accingono alla rituale preghiera, ma lui: "No no, questi vanno mangiati caldi. Ve li ho già pregati io".

Quo vado? è davvero una vetrina ricchissima di battute gustose da tenere a portata di neuroni, e da  sfoderare nelle migliori occasioni conviviali. Voi ne ricordate qualcuna?

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