La mostra sul Simbolismo a Milano, inaugurata il 3 febbraio,si chiuderà il 5 giugno.Chi l'ha visitata sa quante sorprese magnifiche essa custodisca e sa anche come il Simbolismo, movimento artistico di portata europea, possa essere considerato l'ultima propaggine del Romanticismo,capace di sposarsi ineluttabilmente con la tendenza all'estetismo, molto forte negli ultimi anni del secolo.

Nella mostra ci sono opere provenienti dai Musei di tutta Europa, che mai più vedremo insieme in questa attenta selezione operata dai curatori Michel Draguet, Fernando Mazzocca, Claudia Zevi.

Nelle 27sale del Palazzo Reale, all'interno di 21 sezioni tematiche, sono esposte le opere appartenenti alla sezione "Femme Fatale", sono presenti quelle della Biennale del 1907, tra cui l'imponente lavoro di Aristide Sartorio,"il poema della vita umana".Si susseguono quadri che appartengono al mito della cultura Simbolista, tutti accompagnati dai versi di Baudelaire, ma l'opera più misteriosa in assoluto rimane "Il silenzio della foresta"di Arnold Bocklin.

Descrizione del quadro "il silenzio della foresta"

Bocklin è un pittore dell'800 (Basilea 1827 - San Domenico di Fiesole 1901) famoso per una produzione pittorica fortemente simbolista, ispirata alla mitologia e attraversata dall'ossessione della morte.

Il suo quadro più famoso è "L'isola dei morti". Visse diviso tra la Germania e l'Italia, innamorato di Roma e Firenze, nei cui dintorni comprò, quasi al termine della sua vita, una villa dove poi morì. Il quadro misterioso esposto alla mostra sul Simbolismo possiede già di per sé un titolo evocativo, ma contiene soprattutto un fascino straordinario.

Rappresenta una foresta di cui si intravedono alti fusti di alberi coperti da muschio, con la penombra che pervade il tutto, e da questa penombra ecco affacciarsi un unicorno con un alto corno in fronte, e sulla cui groppa siede un giovane con gli abiti che sembrano brillare d'argento. Il giovane è comodamente sedutosull'animale, ma l'unicorno, mentre attraversa la foresta, volge lo sguardo verso una striscia di luce che si affaccia tra gli alberi.

Quella luce si trova proprio all'estremo lembo destro del quadro, e la creatura mitologica è come ipnotizzata da essa.

Il titolo "Il silenzio della foresta" rappresenta al meglio le sensazioni trasmesse dal quadroe il pittore, nella linea più ortodossa del simbolismo, riesce a trasmettere il dato percettivo del silenzio e della calma ovattata del muschio. L'opera in questione proviene dalla Galleria Nazionale di Poznan, ed è certamente da vedere da vicino. C'è tempo sino al 5 giugno per cogliere quest'importante occasione disponibile nell'attuale panorama di mostre. Dunque, ci sono ancora due mesi a disposizione per programmare una visita presso una mostra che restituisce, in termini di bellezza e fascino, ben più di quanto ci si aspetti.