La notizia ha fatto subito il giro del mondo. La lettera scritta da Cristoforo Colombo per comunicare la scoperta delle Americhe ed indirizzata ai Reali di Spagna, Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia, che era stata trafugata a Firenze intorno al 1950, sostituita con un falso molto sofisticato perciò non aveva dato per alcuni anni nell’occhio, è stata ritrovata negli States dai carabinieri del TPC (Tutela Patrimonio Culturale).

La lettera di Cristoforo Colombo era stata donata alla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti dopo essere stata battuta all’asta nel 1992.

La lettera in questione però non è quella scritta di proprio pugno dall’esploratore genovese, ma sarebbe una del 16 lettere stampate a Roma nel 1493 dal prete tedesco Stephan Plannck.

Oggi si è svolta una conferenza stampa a Roma

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi alle 11.00 di stamattina a Roma, dove hanno partecipato il comandante del TPC il generale Mariano Mossa, il ministro ai beni culturali Dario Franceschini, l’ambasciatore statunitense in Italia John R. Phillips e il direttore della biblioteca fiorentina, Fulvio Stacchetti, si è parlato anche del valore della lettera, che si aggirerebbe intono al milione di euro.

Inoltre è stato reso noto che la lettera di Firenze non sarebbe l’unica ad essere stata trafugata, ma anche un’altra, conservata nella Biblioteca Nazionale di Roma, avrebbe subito lo stesso destino ed anch’essa sostituita da un perfetto falso.

Resta in ogni caso ignoto il luogo di dimora della lettera originale scritta da Cristoforo Colombo in spagnolo (infatti le 16 missive, tra cui l’ultima ritrovata, furono tradotte e stampate in latino dal prete tedesco).

Nella conferenza stampa sono stati messi in luce alcuni dei passaggi subiti dal manoscritto

La lettera fu donata negli anni novanta alla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti da un soggetto privato (inteso anche come persona giuridica) il quale l’aveva acquistata in una nota casa d’aste, dove era giunta dopo altri due precedenti passaggi dalle mani di privati. La tortuosa vicenda del recupero, ha spiegato il generale Mossa, è iniziata nel 2012 successivamente alla denuncia del furto di alcuni libri antichi nella Biblioteca Nazionale di Roma.

L’indagine si è conclusa grazie anche ad altri dati investigativi, in possesso delle forze dell’ordine e riguardanti il furto di volumi nella Biblioteca dei Girolamini di Napoli.

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