Sarà presentato venerdì prossimo, 13 maggio 2016, alle ore 11.30 presso la Sala Rossa del Salone del Libro di Torino, l'inedito di Ugo Cardinale e di Alberto Sinigaglia sull'interventodi Umberto Eco nel "Processo al liceo classico" al Teatro Carignano del capoluogo piemontese nelnovembre di due anni fa. Si trattò di un'opera teatrale nella quale Eco indossò gli abiti dell'avvocato difensore del classico: il quotidiano La Stampa di oggi anticipauno stralcio del volume in uscita (edito da Il Mulino, 15,00 euro, 167 pagine).

Liceo classico di ieri e di oggi: cosa non va?

Il liceo classicodi ieri rispetto a quello di oggi: qual è la preparazione che riesce a fornire ai maturandi per confrontarsi con ilmondo del lavoro, con l'informatica, ma anche con tantealtre professioni? E' questa la domanda di fondo alla quale Eco, nel suo intervento, cerca di dare una risposta, in difesa ma anche di critica, del classico. Il suolo liceo, quello dei suoi tempi, era quello appena sfornato dallariforma della scuola voluta da Gentile. Il classico fu pensato per gli studi umanistici: poca scienza, poca matematica, ma tanta preparazione teoricache avrebbe garantito di cavarsela alla grande anche in materie universitarie tecniche, come l'Ingegneria.

Ai diplomati dell'altroliceo, lo scientifico, al contrario, non era permesso di poter intraprendere gli studi di filosofia, di giurisprudenza e, men che meno, di filologia greca.

Scuolae Latino: quale riforma?

Ma nel liceo classicodi oggi, secondo Eco, qualcosa non va. Poca attenzione alle scienze, alle lingue straniere e, perfino, alla storia dell'arte che potrebbe studiarsi con supporti informatici moderni.

E, al latino, si potrebbe dedicaremeno ore nei programmi liceali cambiandone anche le metodologie di insegnamento: gli studenti potrebbero esercitarsi con conversazioni in un latino basilare come avveniva fino a pochi anni fa tra studiosi europei. Il liceo classico di oggi è, in ogni modo, essenziale non solo per gli studi universitari umanistici, ma anche per quelli scientifici, per la salvaguardia del pianeta e per non uscire sconfitti dalle guerre grazie alla memoria storica.

Lo stesso Eco racconta di aver imparato il programma informatico "Basic" in pochi giorni, semplicemente applicando la logica storica aristotelica "If-then, se-allora" al linguaggio informatico. Cosa dire, poi, dellaricerca scientifica:accade sempre più frequentemente che ilcervellone che cura le malattie rare, non sappia affrontare un raffreddore oppure non abbia una visione totale del corpo dell'uomo come insegnava Vesalio.