Immaginate una calda serata di fine agosto nel Cortile di Papa Alessandro VI, piano alto del Mausoleo di Adriano, meglio conosciuto come Castel Sant'Angelo. Immaginate il Tevere che scorre lento mentre attraverso la Loggia di Papa Giulio II vi recate ad uno spettacolo di musica africana. Un'esperienza davvero unica quest'evento di "Sere d'arte", arte, musica e teatro a Castel Sant'Angelo, curato dal Polo Museale Lazio. E, dopo aver preso posto, ecco salire verso l'angelo posto sulla sommità del castello la musica africana, ritmata dai tamburi e la meravigliosa voce di Dobet Gnahoré.

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Si tratta di un'artista completa: cantante, danzatrice e percussionista che ama interpretare le proprie composizioni in varie lingue africane: Betè, Fon, Baoulè, Ligala, Wolof, Malinkè, Mina e Bambara, oltre che in inglese e francese.

Quest'artista, considerata dalla critica musicale la nuova grande voce dell'africa miscela elementi sonori e ritmici, dalle melodie mandingue alla rumba congolese, dal ziglibiti ivoriano al bikoutsi del Camerun, dall'high-life ghanese ai cori zulu, dai canti betè ai canti dei pigmei dell'Africa Centrale.

La voce calda e possente di Dobet Gnahoré si unisce ad una prorompente presenza fisica alimentata da anni di duro lavoro teatrale e coreutico. Lo spettatore giunge alla fine del concerto davvero caricato e positivamente pervaso dalla grande espressività della voce e dai movimenti di danza in stile africano, con i quali Dobet interrompe di tanto in tanto la propria esecuzione canora dando spazio alle percussioni delle calebase, della sansa, del balafon della chitarra acustica.

L'eterogeneità interpretativa di Dobet Gnahoré, nata nel 1982, vuole riflettere la varietà etnica e culturale dell'Africa vista, come in effetti è, quale tavolozza suggestiva e vitale di colori culturali differenti.

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È bello, poi, vedere Boni Gnahoré, padre dell'avvenente e brava Dobet, suonare come percussionista, nel gruppo che si è esibito a Roma composto anche da Colin Laroche de Feline (chitarra acustica e voce), Boris Tchango (batteria) e Clive Govinden (basso).

Va giustamente ricordato che questa artista che rappresenta davvero bene il Continente tutto, nel 2006 ha ricevuto una nomination nella categoria "Miglior Rivelazione" nei BBC World Music Awards.