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Padre Pio fa discutere anche dopo la sua morte, e alcune rivelazioni narrano avvenimenti che preferiremmo non sapere. Francesco Forgione nacque a Pietrelcina nel 1887, entrò in convento a sedici anni, diventò sacerdote a ventitré e si stabilì a San Giovanni Rotondo nel 1916. Da allora la sua "missione" è stata quella di accogliere milioni di pellegrini e fedeli da ogni parte del mondo, che volevano confessarsi e ricevere il conforto spirituale che solo lui sembrava in grado di offrire.

Si ammalò di una grave forma di tubercolosi polmonare, e questa fu probabilmente la causa di tanti sogni, visioni e simbolismi, che anticiparono gli accadimenti successivi.

In una lettera al confessore, scrisse che le sacre stimmate di Gesù divennero il suo dolore per bontà divina, e proprio l'avvenimento del 20 settembre 1918 portarono il frate di Pietrelcina alla notorietà che lo ha circondato di curiosi e fedeli che ancora oggi lo venerano.

Alcuni motivi per credere che fosse tutto falso

In quegli anni non fu difficile, tra poveri, umili e analfabeti, dar prova di essere santi, e probabilmente Padre Pio lo comprese molto bene, quando decise di far sapere ai fedeli e all'opinione pubblica delle sue stimmate. Le accuse subite in seguito alla rivelazione, furono di essersi procurato le "sacre ferite" con l'acido fenico e altre sostanze caustiche, vendutegli dalla farmacia locale. Quando vennero scoperti questi acquisti e gli fu chiesto a cosa servissero, pare abbia risposto che li utilizzasse per innocui scherzi ai confratelli.

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I tentativi di sconfessare Padre Pio sono stati numerosi: alcuni medici dell'epoca e non solo, come Luigi Cancrini, psichiatra dell'Università La Sapienza di Roma, definirono il profilo del Santo: istrionico e disturbato psicologicamente. Tutto ciò, secondo gli specialisti, spiegava la compatibilità dei fenomeni di conversione somatica da cui si diceva fosse afflitto il frate di Pietrelcina. Anche il medico fondatore dell'Università Cattolica di Milano, Padre Gemelli, scelto dal Sant'Uffizio, scrisse: "È un bluff. Padre Pio presenta caratteristiche somatiche istrioniche e dello psicopatico. Le ferite che ha sul corpo sono false, frutto di azione patologica morbosa e sono piaghe tipiche della patologia isterica". 

Lo sfruttamento della santità

Padre Pio generò un notevole flusso economico, sfruttato da alcuni confratelli del convento, cacciati in seguito al commercio di "pezzuole" unte del suo sangue che, in realtà, era del semplice sangue di gallina. Molte furono le parole elargite alle persone cui Padre Pio diede conforto.

Ad esempio, una donna gli chiese: "Padre, come fa a non sbagliare mai?" Lui rispose: "Sono consigliato da Dio e dall'angelo custode". Oppure quando un giovane gli disse: "Padre, io non credo all'inferno", e lui commentò rispondendo: "Quando ci andrai ci crederai".

La sua fama lo circondò di personalità rilevanti come Maria Josè di Savoia che, facendosi fotografare con il frate di Pietrelcina, contribuì ad avvicinarlo ad importanti gerarchi fascisti. Nel 1960 si cercò di infangarne l'immagine, servendosi di microfoni nascosti sotto il suo letto, e informando Papa Roncalli di "dubbi rapporti" con tre donne della guardia pretoriana.

La sofferenza subita dal frate, oggi ha portato San Giovanni Rotondo a diventare un "luna park" della superstizione, una meta di malati gravi e terminali in cerca di grazia, per i quali il prezzo da pagare sarebbe negli hotel, nel merchandising e nei gadget che fanno, grazie a questo Santo, la ricchezza del paese.