Ottobre 1944. L'italia è uscita con le ossa rotte da quasi 20 anni sotto la guida del fascismo che ormai ha lasciato un'impronta su società, politica e cultura. Il governo provvisorio proposto dagli Alleati cerca di sancire una spaccatura decisa con il recente passato. Inizia così un iter di "disintossicazione" dal regime che porta, tra gli altri provvedimenti, al decreto n 247 del 26 ottobre 1944 col quale viene sancito il cambio nome dell'EIAR (Ente italiano audizioni radiofoniche) a Radio Audizioni Italiani, per tutti RAI.

Come nasce il canone Rai

Con la partecipazione diretta del governo e della SIP (Società Idroelettrica Piemontese), e grazie al contributo di diversi intellettuali di rilievo dell'epoca, la RAI cerca di proporre una nuova matrice culturale ad una Nazione in crisi di identità. A 12 mesi dalla (ri)fondazione, viene data una struttura interna, con l'affido della governance al giurista Carlo Arturo Jemmolo, a tutti gli effetti primo storico presidente RAI.

Il 1947 vede la nascita della Commissione parlamentare di vigilanza, con l'intento di garantire obiettività dei contenuti informativi nell'esposizione radiofonica in ogni tipo argomento, dallo sport alla politica. Nel 1952 si hanno svolte importanti. È l'anno delle sperimentazioni: prima fra tutte l'istituzione di un telegiornale sperimentale. È anche l'anno del passaggio dell'azienda da privata a pubblica, per mano dell'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale).

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Poi, 12 mesi dopo, viene introdotto il canone di abbonamento (quello che c'è ancora oggi e fa discutere) da versare annualmente da parte dei cittadini, per poter permettere il servizio TV.

La storia della Rai: le prime trasmissioni

A 24 mesi dall'introduzione del canone Rai, prendono il via in modo regolare le trasmissioni TV. L'azienda cambia ancora nome (questa volta definitivamente): diventa RAI - Radio Televisione Italiana.

In pochi anni l'offerta di intrattenimento cresce, grazie ai primi storici quiz, programmi culturali, sceneggiati. È proprio la RAI a introdurre la figura dell'annunciatrice, ai tempi soprannominata signorina buonasera. E' sempre la RAI a rendere celebri personaggi, ancora oggi immortali nel ricordo dei meno giovani. Veri e propri miti del calibro di Mike Bongiorno, Raimondo Vianello, Enzo Tortora, solo per citarne alcuni.

Più in generale, la RAI ha contribuito nella creazione da parte del popolo italiano di una nuova ideologia, di compattezza . Ha accompagnato l'Italia fuori dal periodo forse più buio della sua storia, per portarla ad uno splendore mai visto prima. Ed ancora oggi fa parte della quotidianità di milioni di italiani. Perché, volente o nolente, la RAI è la madre della nostra cultura. E oggi non possiamo che porle i migliori auguri.

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