'Non ricordo nella mia vita quando ho iniziato davvero a scrivere. Per me è una valvola di sfogo. Scrivo spesso "pezzi" che poi condivido o tengo per me'. Jacopo Melio, lo scorso anno, era balzato agli onori della cronaca con il suo hashtag (e la successiva canzone) #vorreiprendereiltreno, la canzone che raccontava la sua storia di diversamente abile in difficoltà per prendere i mezzi. Ora Melio si racconta in un'intervista a BlastingNews (testata con la quale ha iniziato a scrivere alcuni articoli) a pochi giorni dalla pubblicazione del libro 'Parigi XXI' (Miraggi Edizioni) 

'Una storia vera' 

'Ho dato alla casa editrice i miei pezzi - prosegue Melio, alla sua prima avventura da scrittore - che avevo buttato giù da Settembre 2015 ad oggi: anno un po' particolare per me dal punto di vista sentimentale...

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Facendone una storia, un piccolo romanzo in poesie se così si possono definire, anche se alla fine si tratta di vita vera. In me prevale la voglia di godermi il viaggio e viverlo a fondo, indipendentemente da quale sia la meta e il finale.

E prevale soprattutto la consapevolezza di ripartire sempre e comunque, dopo una forte delusione. In fin dei conti i panorami sono infiniti. Il fatto di scrivere certe cose è un ottimo modo per affrontarle, realizzarle, conviverci e metabolizzarle. Quando poi le condividi con altri e scopri di non essere il solo ad aver provato certe cose, allora non si tratta più di anestetizzarsi ma di curarsi. Anche se alla fine siamo noi stessi la medicina definitiva' analizza lo scrittore.  

'La mia storia dopo #vorreiprendereiltreno '

Ma cos'è cambiato nella vita di Iacopo Melio dopo la canzone 'Vorrei prendere il treno' che è stata ripresa, lo scorso anno, da tutti i tg e i giornali nazionali? Come sempre, la sua parola d'ordine è umiltà. 'Io sono rimasto il solito di prima e oltretutto non vedo perché dovrei cambiare, non mi ritengo famoso perché non faccio niente di straordinario, se non dire e scrivere quel che penso e portare avanti le mie idee, cosa che può fare (e dovrebbe fare) chiunque.

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Certo, gli impegni sono tantissimi e il tempo libero praticamente assente. Però ne ho guadagnato a livello umano: sono cresciuto, maturato, e le tantissime persone che incontro ripagano di ogni sforzo'. E per i diversamente abili qualcosa è cambiato dopo quel video? 'Qualcosa sta cambiando - ha concluso Melio - soprattutto a livello culturale. Le persone iniziano a svegliarsi e rendersi conto che hanno delle responsabilità anche se, per loro fortuna, non conoscono la disabilità. Abbattere le barriere mentali è il lavoro più duro da fare ma quotidianamente, dai messaggi che ricevo, ci sono piccoli passi avanti che messi insieme fanno un enorme cambiamento in soli due anni'.