Elio Germano è un attore definito 'vibrante' dai registi che l'hanno diretto in questa sua ultima sfida, portare sul grande schermo la visione coraggiosa, spregiudicata e d'avanzata umanità di San Francesco. Sono soddisfatti Renaud Fely e Arnaud Louvet, i registi francesi che hanno diretto l'attore romano(e con lui Alba Rohrwacher, nei panni di Chiara)ne 'Il sogno di Francesco', in uscita nelle sale il 6 ottobre, un film-evento che stupisce per la qualità del suo sguardo lirico, intenerito e profondamente nuovo sul patrono d'Italia festeggiato domani 4 ottobre.

Una piccola produzione, un cast di attori italiani, belgi, francesi, un lungometraggio girato in poco più di un mese tra Umbria e Francia: niente glamour per questo ultimo tributo cinematografico alla parabola umana di Francesco, grande rivoluzionario e modello insuperato di convivenza pacifica.

'Il più francescano dei film'

'È il più francescano dei film su Francesco', osserva Elio Germano, sottolineando come i due registi abbiano rifiutato di concentrarsisul mito, sull'aura leggendaria e intoccabile di questo uomo che a tutto ha rinunciato in nome di un sogno di rispetto e fratellanza, di armonia profonda con la natura e la dimensione più terrena e umile dell'esistere.

E proprio in nome della coerenza con il messaggio francescano, il film affascina per la scelta, la più audace possibile, di non mettere al centro l'ego del santo, ma la presenza e l'impegno di un uomo, la sua partecipazione laboriosa e modesta a una lotta condivisa per la rifondazione dell'umanità. Non è Francesco il santo ad essere protagonista del film, ma l'uomo e il compagno, il commilitone di un percorso condiviso di liberazione dell'uomo da una concezione possessiva ed esclusivista dei rapporti, una lettura consumistica e narcisadell'amore.

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Cinema

L'attualità di Francesco il ribelle

Tre dei giù grandi registi italiani del Novecento (Rossellini, Zeffirelli, Cavani) si sono misurati in passato con la grandezza del fondatore dell'Ordine e innumerevoli sono le versioni televisive della sua straordinaria vicenda storica e umana. Eppure, a quanto pare, Francesco ha ancora molto da dire. In questo ultimo film di Rely e Louvet, l'accento è posto sulla sua ribellione del santo al potere centrale, alle logiche dell'omologazione e dell'annullamento di sé in nome dei un comodo allineamento al regime imposto.

Quel che più strugge e affascina è che la narrazione incessantedella parabola francescana oggi si rinnova ancora e si riafferma nella verità che si rischiara e si rivela nella storia spoglia di un uomo semplice che ha scelto sì la povertàdei costumi e delle abitudini, ma rinnegato quella del cuore e della morale.

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