Il centenario della morte di Guido Gozzano, il più significativo poeta crepuscolare torinese, cade proprio nella settimana dei Portici di Carta. Da Palazzo Madama a Porta Nuova si snodano oltre due chilometri di libri sotto i portici e nelle piazze. Attenzione ai borseggiatori tra le bancarelle e alle truffe sempre più diffuse (ora ce n'è una per Whatsapp a pagamento). Il decennale della manifestazione libraria è dedicato al postmoderno Umberto Eco, nella città in cui ha vissuto e ha studiato.

Si festeggiano anche i 10 anni del centralissimo Circolo dei Lettori, ma si allunga la lista degli indagati sulla gestione Salone del Libro 2015.

Anche Roberto Moisio, ex dirigente regionale e vicepresidente della Fondazione per il Libro, deve rispondere di. turbativa d'asta come l'ex assessore comunale Maurizio Braccialarghe e la presidente  Giovanna Milella. Si perderà gli Eventi letterari anche l'ex patron del premio letterario Grinzane Cavour, Giuliano Soria, condannato in via definitiva a sei anni e otto mesi di reclusione, ora agli arresti domiciliari per problemi di salute.

Pure Gozzano ha vissuto e studiato a Torino ed è ancora il letterato novecentesco più adatto a rievocare i portici di una Torino Belle Epocque, sia pure ora letterariamente decadente. Da ieri all'Archivio Storico dell'università nel loggiato del Rettorato in via Po, dove il poeta crepuscolare amava seguire le lezioni di Arturo Graf si tengono le mostre Ti presento, aspetta, l'avvocato, che sembra rivolgersi alla sua Signorina Felicita, contraltare di tante donne angelicate o, come lui scrive, intellettuali gemebonde, degli altri esteti.

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Gozzano torinese

La sua poetica che valorizza le piccole cose è spiegata dall’esposizione sempre in via Po, degli scritti dei Colloqui con la poesia. Fiabe d'autore e del suo musicalisissimo poemetto incompiuto sulle farfalle che ricorda la prosa di Mishima. A differenza di Umberto Eco, il crepuscolare non terminò gli studi universitari in giurisprudenza, per darsi alla letteratura. Fu un dandy dimesso, se paragonato al Dorian Gray di Oscar Wilde o all'Andrea Sperelli di D’Annunzio, autore amato e parodiato.

La proiezione nell’aulico Palazzo Barolo del sentimentale Addio giovinezza del 1918, restaurato da Museo del Cinema, Fondazione Cineteca Bologna con il National Film Center di Tokyo sarà il sigillo delle celebrazioni che prevedono la proiezioni di altri film della Belle Epocque al Cinema Romano in Galleria Subalpina, frequentato dal poeta stesso. Parte di Torino che è sfondo di una sua riuscita poesia Le golose sulle donne che si deliziano di dolci da Baratti.

Le celebrazioni gozzaniane si chiudono con un convegno internazionale (come dovrebbe diventare anche l'Aeroporto di Caselle) di tre giorni in cui si parlerà del suo viaggio in India per curasi la tubercolosi che lo portò alla morte a soli 33 anni, del suo poemetto incompiuto sulle farfalle che ricorda la prosa di Mishima e della descrittività realistica del suo stile poetico.

Apprezzato pure da un maestro del neorealismo come Pier Paolo Pasolini. Lo ricorda anche le mostra Fiabe d'Autore al Museo della scuole e del libro per i bimbi.

Quantomai appropriata la location torinese per Guido Gozzano, anche se molte sue liriche hanno ambientazioni canavesane, come anche liguri. Ma si trattava solo di soggiorni estemporanei. Un altro scrittore torinesissimo, ma con radici altrove era Cesare Pavese che viveva e scriveva alla Crocetta, ma è assurto a simbolo delle Langhe, dove ad Alba nel weekend si tiene la Fiera del tartufo.