Domenica scorsa al Conservatorio Giuseppe Verdi, quasi duecento abitanti in provincia di Torino, distintisi nella guerra di Liberazione sono stati insigniti della medaglia di bronzo. Il sigillo è ispirato alle decorazioni del mausoleo romano delle lugubri Fosse Ardeatine, per decreto del Ministro della Difesa.

Il riconoscimento è andato a partigiani, ex internati nei lager nazisti, combattenti dell'esercito e familiari dei morti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ad un anno dal settantesimo anniversario della fine della guerra, sono state ricordate anche le donne delle Resistenza a cui il regista Daniele Segre dedica il film "Nome di battaglia donna".

Sarà presentato al 34° Torino Film Festival che durerà dal 18 fino al 26 novembre.

Il Piemonte in trincea

Qualche settimana fa la Regione Piemonte ha ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la medaglia d’oro al Valore Civile. Nelle parole dei rappresentanti delle istituzioni, presenti domenica al Conservatorio, questi riconoscimenti hanno un valore educativo per le nuove generazioni.

Questa è l'ultima settimana per gli studenti che vogliono presentare i loro elaborati sulla guerra al concorso per le scuole superiori del Comitato Resistenza e Costituzione.

Proprio in questi giorni nel fatidico anno di guerra del "43, i nazisti assediarono Stalingrado che divenne il simbolo della riscossa delle forze alleate. Alla celebrazione di domenica 13 seguiranno altri quattro momenti di commemorazione di quella guerra, a cui seguì un altrettanto difficile ricostruzione che mise capo all'europa delle nazioni.

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Altre quattrocento persone saranno insignite della medaglia. Il prossimo appuntamento è sabato 20 a Ivrea, al teatro intitolato a Giuseppe Giacosa, librettista di Giacomo Puccini.

Con la sua Boheme in un originale allestimento spagnolo del collettivo La Fura dels Baus, è stata inaugurata venti giorni fa la stagione lirica del Teatro Regio di Torino.

I guerriglieri messicani

Allo stesso modo, dalla rivoluzione di Emiliano Zapata è nata la repubblica federale del Messico, dove ora si vuole privatizzare l'istruzione. Questa repubblica ispanica è stata protagonista la settimana scorsa di un concerto al Conservatorio Giuseppe Verdi.

In quell'occasione l'orchestra sinfonica di Stato del Chiapas, diretta da Roberto Peña Quesada ha suonato anche la Musica di Arturo Marquèz che ha assistito al movimento di guerriglia zapatista.

Nonostante tutto il poverissimo Chiapas, senza sponsor privati, finanzia meritevolmente la primavera prossimo la tournée di Federico Bisio, direttore stabile dell'orchestra da camera Giovanbattista Polledro.

Il giovane musicista è stato invitato dal generoso arcivescovo messicano per dirigere lo Stabat Mater rossiniano. Proprio domenica 13 ricorreva il 148° anniversario della morte di Gioachino Rossini, dimenticato da molti addetti ai lavori europei.

Il compositore pesarese rielaborò la messa sacra di Pergolesi su richiesta prelato spagnolo Manuel Verela e lo diresse per la prima volta a Madrid e poi a Lisbona. Fu un geniale declinatore della figura di Figaro, il famoso Burlador de Sevilla di Tirso da Molina, appunto ne' Il barbiere di Siviglia.

E dell'eccellenza dell'opera lirica italiana si è accorto anche il gigante degli occhiali Luxottica che da tempo collabora con Google. Il Teatro la Scala di Milano ha avuto come ospite alla prima delle Nozze di Figaro, il presidente esecutivo Leonardo Del Vecchio. Tra gli ospiti d'onore c'era anche Carlo Messina, Ceo di banca Intesa San Paolo, sponsor anche della Boheme di Torino.