Il femminicidio e la violenza sulle donne sono fenomeni sempre troppo diffusi, come è purtroppo abitudine delle vittime di non denunciare il proprio carnefice o farlo troppo tardi. Qualsiasi caso di violenza fisica venga riscontrato dalla donna nel normale ménage familiare deve essere subito preso come un campanello d'allarme, e rivolgersi quanto prima alle associazioni che la possono difendere. E' oramai assodato che le violenze quando cominciano non si fermano mai, anzi, aumentano sempre in maniera progressiva e spesso arrivano anche ad essere mortali. Dall'inizio dell'anno ad oggi, le vittime di femminicidio sono state almeno ottanta. Un valore molto alto, troppo elevato per una società che dovrebbe oramai essere progredita e fenomeni di questo tipo riportano indietro nel tempo, a quando la mentalità era patriarcale e maschilista.

Femminicidio: 25 novembre data importante

Il 25 novembre è la 'Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne', e a Castelfiorentino va in scena a teatro “La mia mente, il mio cuore. La mia vita nelle mie mani”. Incontro realizzato dal gruppo sindacale SPI-CGIL di Castelfiorentino, in collaborazione con il Centro Antiviolenza 'Lilith', il gruppo informale Knith Café, associazione Giglio Rosso e l'Auser. La segretaria della SPI-CGIL Nadia Meacci, interverrà all'incontro affrontando il tema del femminicidio e della violenza contro le donne. Lo farà partendo dalla radice, perché il problema non è solo l'ambito familiare in cui si consumano le violenze, ma anche quello dove l'uomo è cresciuto.

Nadia Meacci: 'Contro il femminicidio è la famiglia l'unica prevenzione'

Nadia Meacci spiega che il problema relativo all'uomo, quando ad un certo punto pensa che la donna sia di sua esclusiva proprietà e che non possa né lasciarlo, né non amarlo più, è un problema più profondo.

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La famiglia ha la responsabilità numero uno nella crescita sbagliata dell'uomo, perché non gli ha dato le basi di cultura e rispetto delle altre persone, in primis la donna. Sebbene anche la scuola giochi un ruolo importante su questa tematica, se il substrato familiare non è riuscito nel suo lavoro educativo, c'è poco da fare per cambiare le cose. Il femminicidio resta un tema che le scuole dovranno affrontare con più intensità, creando spazi dedicati alla tematica in questione.