Rocky Balboa ha compiuto quarant'anni: esattamente il 21 novembre 1976 usciva nelle sale americane il film capostipite di una fortunata saga che, tra sequel e spin-off, continua ancora oggi. Ecco i sei film del ciclo e cosa hanno rappresentato in tutti questi anni.

La saga

1) "rocky": diretto da John Avildsen, fu scritto da Stallone stesso, che si ispirò all'incontro di boxe del 1975 tra Muhammad Alì e lo sconosciuto Chuck Wepner, il quale però riuscì a tenere testa all'allora campione del mondo dei pesi massimi.

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La storia di un uomo comune, neppure molto sveglio, che ha la sua occasione per affermarsi sia nella vita privata che sul ring conquistò le platee di tutto il mondo, assieme alla celebre sequenza della corsa sulla scalinata del museo di Philadelphia, all'urlo finale del protagonista "Adriana" e all'epica colonna sonora di Bill Conti, il quale arrangiò una base che aveva composto per una canzone di Ornella Vanoni.

2) "Rocky 2": diretto, come il terzo e il quarto, da Stallone stesso nel 1979; come ogni sequel di livello medio, è solo una fotocopia del primo con l'unica differenza che Rocky stavolta vince il titolo di campione del mondo battendo Apollo Creed.

3) "Rocky 3": del 1982. Anche questo di qualità non propriamente eccelsa, ha però qualche merito: ha lanciato la celeberrima canzone "Eye of the tiger" dei Survivor, vede l'uscita di scena del burbero allenatore dal cuore tenero Mickey (a cui Rocky dedicherà una palestra), il tramutarsi di Apollo Creed da nemico a nuovo manager e, soprattutto, lanciò nel ruolo dell'antagonista Clubber Lang il fin troppo energico Mr. T, poi diventato un mito come P. E. Baracus nella serie tv "A-team".

4) "Rocky 4": del 1985.

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Quello meno riuscito e involontariamente comico nella sua propaganda pro-Reagan contro l'Urss. Si ricorda soprattutto per l'uscita di scena di Apollo Creed, ucciso sul ring dal boxeur russo Ivan Drago, per la troppo strombazzata partecipazione di Brigitte Nielsen (all'epoca, fresca signora Stallone) e per la ridicola cadenza russa di Drago, soprattutto con "Io ti spiezzo in due" (in realtà, la frase fu un vero rompicapo per i doppiatori italiani, che non avevano idea di come adattare nella nostra lingua la battuta "I must break you!").

5) "Rocky 5": diretto dal regista del primo capitolo, John Avildsen, nel 1990. Di una spanna migliore dei sequel precedenti, il film illustra il ritorno di Rocky e la sua famiglia nel quartiere natio, dove Balboa diventa allenatore di un pugile, Tommy Gunn, che poi gli si ritorcerà contro. Interessante epilogo, ma nulla di più. Stallone attese poi 16 anni prima di pensare ad un altro seguito.

6) "Rocky Balboa": diretto da Stallone nel 2006, è un seguito e un remake insieme. Quasi un testamento spirituale, in cui Rocky tira fuori le unghie, uscendone vincitore, in un mondo che ha perso i valori fondamentali anche nello sport e nella boxe.

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Ottimo, allo stesso livello del capostipite.