‘Odissea A/R è il titolo dell’ Odissea rivisitata di Emma Dante, che torna in scena con un racconto tratto dal ‘poema che ci ha permesso di interrogarci sui percorsi che segnano il destino, dove il motore di tutto è il movimento verso la propria origine’.

Per questa libera interpretazione, Emma Dante porta sulla scena 23 giovani attori della Scuola dei mestieri dello spettacolo del Teatro Biondo di Palermo, selezionati dalla Dante stessa al termine del biennio di formazione.

Con canzoni e musiche originali di Serena Ganci e di Bruno Di Chiara, la moderna Odissea della Dante è una dissacrante attualizzazione del poema omerico, inedita nel linguaggio scenico e con un focus importante sull’uso del corpo e la sua drammatizzazione come molti degli spettacoli a cui la visionaria regista palermitana ha abituato il suo pubblico.

La storia inizia, fedelmente al modello omerico, con la rappresentazione della Telemachia, ovvero con il viaggio che Telemaco, spinto da Atena che lo incita a diventare uomo assumendosi le responsabilità che questo ruolo comporta, compie per ritrovare il padre Ulisse. E’ proprio questo viaggio, insieme a quello che Ulisse farà per tornare alla natia Itaca, e il senso che esso ricopre nella vita di ogni essere umano, che costituisce il significato di Odissea a/r, dove sul palco non vengono rappresentati gli eroi del mondo classico e le loro virtù, ma uomini e donne con le loro fragilità e meschinità, piccoli esseri miseri e bugiardi, addirittura volgari e rozzi come nella superba rappresentazione che viene fatta dei Proci.

Il viaggio, dunque, come strumento di crescita e trasformazione, parte dalla casa di Itaca e a quella stessa casa ritorna, mentre nel frattempo Penelope attende tessendo la sua tela - prigione, il palazzo viene distrutto dai Proci e Telemaco diventa uomo.

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E nel finale, con l’incontro tra padre e figlio e il ritorno al punto di partenza - Itaca -, l’origine, il mondo umano e il mondo mitico si riuniscono in una dimensione nuova e del tutto contemporanea.