"Omicidio all'italiana" è il nuovo film di Maccio Capatonda, che sarà al cinema a partire dal 2 marzo. Il regista interpreta Piero Peluria, sindaco di Acitrullo, disposto a tutto pur di attirare l'attenzione sul proprio paese abruzzese. Herbert Ballerina è Marino, il fratello che lo aiuterà a far passare una morte accidentale per un efferato omicidio, al fine di catalizzare attenzione mediatica e turisti, come realmente successo per i casi di Cogne, Novi Ligure e Avetrana.

Capatonda, nella sua pellicola, ritrae l'italiano medio, cinico e arrogante. Critica il turismo d'orrore, gli italiani che corrono a scattarsi selfie sui luoghi dei delitti più efferati.

Inoltre è critico verso gli inquirenti, eccessivamente attratti dalle luci della ribalta, che lasciano troppo spazio ai media, i quali non vedono l'ora di mettere in piedi dei processi mediatici privi di sostanza. L'unica eccezione è la poliziotta Gianna Pertinente, che capisce fin da subito che la situazione non quadra, e svolge il suo lavoro fino in fondo. Nel cast sono presenti anche Sabrina Ferilli, Nino Frassica, Ninni Bruschetta, Ivo Avido, Fabrizio Biggio, Roberta Mattei e Gigio Morra.

Trama

Acitrullo (in realtà è Corvara, piccolo borgo abbandonato dopo il terremoto degli anni Trenta) è un piccolo paesino dell'Abruzzo, composto da 16 abitanti, la cui età media è 68 anni. Quando la contessa Ugalda Martirio In Cazzati muore soffocata a causa di un dolce, il sindaco del paesino, Piero Peluria, trafigge il cadavere con numerose coltellate per simulare un omicidio e attirare l'attenzione del programma televisivo "Chi l'acciso".

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Immediatamente Acitrullo si riempe di turisti, e nella cittadina arriva anche Donatella Spruzzone, conduttrice interpretata da Sabrina Ferilli, personaggio che - come rivelato da Capatonda - è ispirato a Barbara D'Urso e alla criminologa Roberta Bruzzone.

Il regista, che in passato ha diretto "Italiano medio", ha tratto ispirazione dalla realtà. È andato a parlare con un albergatore di Cogne, che gli ha raccontato dei particolari poi inseriti nel film. Inoltre si è avvalso dell'aiuto di un criminologo che, quando Maccio gli chiedeva se le scene del film non fossero troppo caricaturali, gli rispondeva che la realtà è esattamente questa, fatta di persone ossessionate dalla Cronaca Nera, allo stesso modo di come ci si appassiona ad una fiction.