1917, un secolo fa l’anno che avrebbe segnato indelebilmente il Novecento e cambiato il mondo. Denso di avvenimenti ed eventi storici straordinari come la Grande Guerra, primo conflitto mondiale, il 1917 è stato anche l’anno della rivoluzione russa, che in questi mesi del 2017 è rievocata e discussa, in occasione, appunto, del centenario. Una lettura molto interessante e da altra prospettiva, ma che inevitabilmente incrocia la rivoluzione, ci racconta piuttosto perché quel 1917 fu rivoluzionario per le arti.

A narrarlo è la regista britannica Margy Kinmonth con il film documentario, Revolution: la Nuova Arte per un Mondo Nuovo. Nelle sale italiane solo il 14 e 15 marzo.

Le Avanguardie artistiche russe

Filmato tra Mosca e San Pietroburgo, attraverso una molteplicità di materiale, proveniente anche da importanti collezioni dell'ex Unione Sovietica, il docufilm illustra il panorama artistico in Russia negli anni istantaneamente successivi alla presa del Palazzo d'Inverno. Margy Kinmonth, già autrice del film dedicato all’Ermitage, il Museo statale di San Pietroburgo che ospita una delle più importanti collezioni d'arte del mondo, in questo nuovo lavoro ci guida alla scoperta delle principali Avanguardie russe: dalle composizioni audacemente innovative alle astrazioni dinamiche, dal suprematismo all'emergere del realismo socialista, che sarebbe poi divenuto come l'unico stile accettato dal regime.

Il documentario riporta in essere gli artisti di quel tempo, pionieri che condivisero le idee della rivoluzione, accettando, almeno nella prima fase, la sfida di costruire una nuova arte per un nuovo mondo. Ma il volo elevato delle Avanguardie russe fu breve e nel volgere di pochi anni caddero a terra inerti al kitsch stalinista. E le foto di quegli artisti diventarono segnaletiche per la polizia.

L'arte della Russia post-rivoluzionaria

Grazie proprio allo stile inedito di questi artisti, tra i quali pittori del calibro di Chagall e Kandinskij, la Russia divenne una delle Avanguardie europee più importanti, e non solo in ambito figurativo, ma anche per quello che riguarda la poesia, la letteratura, non che il Cinema. Revolution contempla infatti anche spezzoni delle prime riprese di Sergej Eisenstein, regista tra i più influenti di sempre, rivoluzionario nell'uso dell'immagine e del montaggio e autore di capolavori della storia del cinema come La corazzata Potemkin.

Un documentario audace e nel contempo scrupoloso, con diversi contributi di esperti d’arte e maestri contemporanei, oltre numerose testimonianze dirette dei discendenti degli artisti russi, ai quali Revolution è dedicato. Presso la Royal Academy di Londra, in calendario fino al 17 aprile, anche una grande mostra, Revolution: Russian Art 1917-1932.

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