Arte -Una piccola ma interessantissima mostra si svolge a Milano dedicata ad un pittore poco conosciuto in Italia e presente nella sala del Bed and Breakfast Rosso Segnale/3001Lab. Il pittore in questione si chiama Louis Troufa e l'esposizione delle sue singolari tele ha inaugurato le manifestazioni ufficiali per i 100 anni del Museo Nazionale Grao Vasco della città di Viseu, a Nord Est del paese. Le tele presenti alla mostra di Rosso Segnale rappresentano perlopiù ritratti di uomini colti dietro, dalla nuca, su teste rasate, o di profilo su sfondi di nature non ben definite, o contro muri grigi o in notturna illuminati da lune splendenti.

Caratteri della mostra

La mostra dal titolo 'FRAME' inaugurata il 14 settembre rimarrà aperta sino al 7 dicembre 2017 e forse anche oltre , ma la singolarità della figurazione attrae lo sguardo del visitatore attento e produce una sorta di estraniamento e di inquietudine profonda.

L'autore ha dichiarato di essersi ispirato per queste immagini ai film di Tarkovsky, dopo aver ascoltato una intervista realizzata da Tonino Guerra al grande regista. E il film a cui l'autore si ispira si chiama 'Stalker'

Certo è che le figurazioni che il pittore costruisce sono ritratti veri e propri, perfetti nella loro definizione anatomica e nella loro espressione emotiva, ma deturpati tutti da un elemento straniante che può essere un pallone grigio, una sbavatura del colore che deforma l'immagine trascinandola più avanti, a organetto, o alla Bacon, una sorta di nuvola che fuoriesce dalla testa e accompagna l'uomo nei suoi passi verso la strada. La rappresentazione della nuvola è quanto di più strano possa esserci e dà adito a varie interpretazioni. Per alcuni sembra essere una parte di materia cerebrale che rimane in sospensione nell'aria e accompagna l'uomo nel suo procedere verso il mondo.

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L'autore, interrogato a tal proposito, non si è voluto pronunciare. Certo è che i suoi quadri emanano un senso inquietante e di tremore e rievocano atmosfere truci, chiuse, ed enigmatiche. L'uomo del pittore portoghese possiede un quid di indefinibile che si materializza nelle nubi o in palloni che lui stringe e che gravano come macigni. Un universo sospeso verso un altrove, un anelito ad uscire da se stesso per incontrare il vuoto, perchè nell'era dell'individualismo estremo, nell'epoca della società liquida ognuno è invece intrappolato nel suo se stesso che spinge e chiede di uscire, ma per ricadere nel vuoto. La vita è legame e laddove l'uomo ha rescisso ogni legame è condannato a rimanere solo con i suoi pensieri, che si tramutano in ostacoli insormontabili e non in aiuto e nutrimento alla sua esistenza .Per questo le atmosfere che dipinge sono asfissianti e claustrofobiche e contrariamente alla terra da cui il pittore proviene alludono alla fatica e alla alienazione della vita quotidiana.

La critica allude a richiami di pittori come Michael Borremans e Markus Schinwald. Quello che certamente suscita è un senso di sconforto che nasce da questa tensione irrisolta tra il desiderio di uscire da se stesso e il respingimento verso un altrove che non solo non è definito, ma che si pone come elemento di stortura e deturpazione del volto. L'uomo di Troufa è forse il più infelice e alienato, e i quadri, piccoli e grandi, testimoniano una tensione all'espansione che è condannata a rientrare.

Una mostra da vedere, e un pittore da scoprire. La mostra è aperta sino al 7 gennaio, e merita una visita.