Il maestro italo-turco Ferzan Ozpetek, dopo la sua incursione onirica nella "Rosso Istanbul" , ritorna ad occuparsi di una città e si avvicina a "Napoli velata". Adriana Cozzolino (Giovanna Mezzogiorno) è una medico legale che lavora a Napoli con i cadaveri. Ad una festa teatrale conosce Andrea Galderisi (Alessandro Borghi) e passa una notte con lui. Ma il giorno dopo l'appuntamento al Museo Archeologico Nazionale va deserto e si scopre che Andrea è stato ucciso e che era coinvolto in un giro illegale di reperti archeologici.

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Qui parte lo svelamento dell'ingenuità - e di un passato rimosso - di Adriana, che incontra il doppio di Andrea: il suo gemello che nasconde agli inquirenti. Intorno gira la Napoli che noi conosciamo: quella tradizionale rappresentata da Pasquale (Peppe Barra) amico di famiglia, della zia di Adriana, Adele (Anna Bonaiuto), e dell'amica Catena (Luisa Ranieri), mentre Ludovica (Lina Sastri) e Valeria (Isabella Ferrari) si mantengono nell'ambiguità interessata dell'arte.

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Gli inquirenti - l'ispettore Rosaria (Maria Pia Calzone) e l'agente Antonio (Biagio Forestieri) - indagano sull'omicidio, mentre Napoli è caleidoscopio che sfugge nel suo labirinto difensivo.

Cos'è Napoli?

Non sapevamo che Ozpetek avesse una tale conoscenza dell'universo partenopeo. Fatto è che la scelta di raccontarlo con la formula del noir ci aveva un po' deluso: ma non è forse l'unica formula per farlo?

In realtà "Napoli velata" è molto di più di ciò: Napoli appare come "Città dei doppi", delle doppie realtà come quella di Adriana che si precostituisce un doppio immaginario dell'amore mentre rimuove il suo passato familiare di dolore. Napoli è quindi anche la 'malevolenza dei ricordi'. Ed è città matrigna che mangia i suoi figli. Se ne può uscire? Ozpetek dice di sì. Solo guardando in faccia la propria realtà ed affidandosi al mistero della vita che ritorna dopo un periodo di indifferenza: così fanno Adriana ed Antonio che lasciano in pace i loro morti e tornano a camminare insieme.

Cassare il passato? No, bisogna riviverlo per poi bypassarlo ma bisogna sempre portare con sé un segno di ciò che è stato. Adriana guarderà al futuro ripercorrendo le stesse strade: quelle di Napoli città dei mille labirinti - massonici, folcloristici, cabalistici, artistici - che condensano un passato troppo grande da portare, ma che visto nella giusta dimensione può dare ritmo per una rinascita.

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