Non esiste nulla, come il tempo e la musica, che sia in grado di posizionare ogni cosa al suo posto, ogni sogno nel giusto cassetto, ogni emozione sulla propria traiettoria, ogni potenziale successo sul gradino più alto. Questo perché noi siamo tempo e siamo musica ma anche, come diceva qualcuno, fatti della stessa sostanza dei sogni. Ed è proprio sull’onda di tale spinta che la cantautrice Patrizia Cirulli ( la quale voce calda e coinvolgente era stata definita da Lucio Dalla "insolita e straordinaria") ha dato forma ad un nuovo, entusiasmante progetto discografico nel quale insita è la volontà di riproporre all’attenzione del pubblico brani che, presentati nel corso delle varie edizioni del Festival di Sanremo, [VIDEO] non subito hanno conosciuto la gloria ma che, successivamente, sono stati in grado di divenire colonna sonora di una parte della storia della nostra Italia, la quale, tra le tante bellezze, annovera anche la canzone che ne conserva la storia, una storia che, lasciandoci trasportare da melodie e testi, possiamo leggere anche ad occhi chiusi.

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La copertina dell'album vede la cantautrice ritratta dal fotografo Renzo Chiesa, al Teatro Carcano di Milano.

Sanremo d'Autore: un viaggio attraverso la canzone italiana, come testimoni privilegiati della sua evoluzione nel tempo

Sanremo d’Autore (Egea Music), questo il titolo dell’album uscito il 19 gennaio scorso, prende vita dall’intenzione di realizzare una raccolta di cover: "Un giorno, mentre stavo parlando con un amico discografico - ha dichiarato la Cirulli - è scaturita l'idea di dar vita ad un disco di cover.

In un secondo momento, ho approfondito l'idea con un amico e collaboratore, Francesco Paracchini, ed ho quindi deciso di dar vita a questo progetto che mi vede interprete di alcuni brani che hanno partecipato al Festival di Sanremo e che sono arrivati ultimi, penultimi o non ammessi alla serata finale". La cantautrice milanese accompagna il fruitore in un viaggio tra canzoni molto diverse tra loro e appartenenti ad epoche altrettanto diverse e distanti tra loro, divenendo esse stesse testimoni di ciò che fu: "Il filo conduttore del disco - ha ribadito - rimanda al fatto che i brani hanno partecipato al Festival di Sanremo e non sono stati premiati dalle giurie di votazione, pur trattandosi di bellissime canzoni. Molte hanno poi avuto anche grandissimo successo e sono rimaste nel cuore degli ascoltatori.

Molti erano i brani che avrei voluto inserire - ha continuato - ma ho dovuto, per ovvie ragioni, sceglierne solo alcuni. Sono brani firmati da grandi autori, compare anche la firma di Fabrizio De André nel brano “Pitzinnos in sa gherra” dei Tazenda, poi ci sono Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Mario Venuti, Gaetano Curreri, Bungaro, Vasco Rossi, Zucchero. Quindi se parliamo di ingredienti, posso dire che la ricetta si compone di belle canzoni, scritte da bravi autori sia a livello di musica che di testo, accompagnate da arrangiamenti acustici, a volte minimali, che mettono in risalto la bellezza dei brani".

All'album hanno collaborato anche Mario Venuti, Sergio Cammariere e Vince Tempera

L'album reca inoltre anche la firma di tre grandi nomi del panorama musicale: Mario Venuti, Sergio Cammariere e Vince Tempera che la Cirulli definisce tramite la scelta di un aggettivo per ognuno: "Venuti lo definirei raffinato, come lo è la sua bellissima musica e il suo modo di porsi. Cammariere direi elegante.

La sua musica è elegante, così come il suo atteggiamento e il suo modo di osservare il mondo. Vince Tempera direi sensibile, un musicista straordinario, dotato di una grandissima sensibilità e percezione, sia musicale che umana". Due i titoli che balzano istintivamente alla mente della cantautrice quando le si chiede quale canzone, tra le innumerevoli che hanno partecipato nel corso degli anni a Sanremo, le sia rimasta maggiormente nel cuore: "In realtà ce ne sono tante - ha dichiarato - perchè in ogni periodo della vita leghiamo alcuni nostri ricordi, anche musicali, al momento che stiamo vivendo. Mi vengono in mente - ha spiegato - due titoli che non mi hanno influenzata a livello artistico, ma se mi vengono in mente così chiaramente è perchè mi hanno comunicato qualcosa a livello emotivo in modo molto forte. Una è Aria di Daniele Silvestri. Un altro titolo che mi viene in mente è Ed io verrò un giorno là cantata da Patty Pravo".