Il viaggio di Giudizio Universale, Michelangelo and the Secret of Sistine Chapel inizia ufficialmente il 15 marzo, alla prima ufficiale dello spettacolo ideato da Marco Balich. La neonata società di produzione Artainment mette in scena una combinazione di teatro, proiezioni immersive a 270°, spettacolarità e linguaggi di cinema e videogioco più osservazione documentaristica per raccontare la genesi della Cappella Sistina e l’arte di Michelangelo.

Location prescelta per le rappresentazioni è una delle sale più importanti del Vaticano, l’Auditorium Conciliazione, dove si è anche svolta la presentazione stampa. “In questi ultimi anni l’arte è diventata protagonista delle narrazioni televisive e cinematografiche”.

Ha spiegato Monsignor Dario Viganò, Prefetto della Segreteria della Comunicazione della Santa Sede e docente di Linguaggi dell’audiovisivo alla Luiss. “Non è più fanalino di coda nell’industria culturale, ma è diventata protagonista di prime time veri e propri”. E proprio su questa linea ha citato, tra gli altri esempi, gli ultimi documentari sui Musei Vaticani e le Basiliche di Roma nonché il recentissimo Caravaggio, L'anima e sangue, distribuiti al cinema da Nexo Digital. Giudizio Universale però non è un film, ma uno spettacolo live, né sarà un evento di pochi giorni, ma un’attrazione che occuperà l’Auditorium Conciliazione a lungo, con l’ambizione a diventare uno spettacolo permanente, di supporto alla reale visita della Cappella Sistina.

L’obiettivo è quello di coinvolgere non soltanto il pubblico interessato all’arte e ai suoi crossover multimediali.

Sarà possibile fruire lo spettacolo in 7 lingue grazie alle cuffie fornite all’ingresso con un biglietto dal costo medio di 18 euro. Da qui la forte vocazione turistica, vista anche l’ubicazione della sala nella zona di Roma più visitata. Ma non solo. Il progetto Artainment School punta direttamente alle scuole con un percorso educativo costruito intorno allo show. Attività teoriche in classe e produzione di elaborati multimediali digitali successivi allavisione sono stati scelti per coinvolgere appieno gli studenti, rendendo Giudizio Universale un prodotto di intrattenimento totalmente trasversale nella forma quanto nei contenuti. Insomma, un nuovo esempio di edutainment.

Nello spettacolo sono utilizzate tecnologie avanzatissime e proiezioni smisurate dei dipinti michelangioleschi. Il colpo d'occhio si preannuncia forte, ma sarà coinvolto anche l'olfatto con alcune fragranze, come l’incenso, che renderanno l’esperienza del pubblico ancora più sensoriale. La voce sul palcoscenico del grande artista sarà quella di un doppiatore d’eccezione: Pierfrancesco Favino [VIDEO], che ha parlato della sua meraviglia di avvicinarsi alla creazione artistica di Michelangelo e della nuova collaborazione.

“È stato entusiasmante pensare di mettersi a servizio di qualcosa che nel frattempo sarebbe potuta andare in scena. Vista la qualità dei professionisti presenti è stato per me un piacere unirmi a loro”. E ricordando la sua prima volta, da bambino, di fronte al capolavoro pittorico di Michelangelo. “Ho vissuto l’esperienza di essere circondato da qualcosa di enormemente più grande di me e che mi stava parlando di qualcosa che non sapevo”. L’attore presta la voce sia nella versione italiana che in quella inglese, e la sua interpretazione coprirà giovinezza, maturità e vecchiaia dell’artista.

Definendo lo spettacolo come una “tecnologia organica a servizio dell’umanità” è intervenuta anche la co-regista Lulu Helbek. “Volevamo raccontare cosa c’era in realtà tra l’artista e l’opera”. Ha spiegato. “Grazie alla possibilità offertaci dai Musei Vaticani riusciamo a far vedere in maniera unica ciò che solitamente non si riesce a guardare con molta calma a causa del flusso che ogni giorno c’è nella Cappella Sistina”.

Il deus ex machina di Giudizio Universale, come detto, è Marco Bialich. Già ideatore e produttore di megaeventi come le cerimonie d’apertura delle Olimpiadi di Pechino, quelle di Rio, i Giochi Paralimpici Invernali di Torino e di alcuni tour mondiali di Pink Floyd, U2 e Peter Gabriel, approda a misurarsi con il mondo dell’arte. "È uno spettacolo potente, intenso, dove la tecnologia si sposa con l’arte, la spiritualità, la storia. È una cosa che ambisce a stabilire delle traiettorie emotive fortissime”. Ha affermato in conferenza stampa. “Abbiamo ricostruito la Roma del 1508 con degli esperti di videogames. Il linguaggio è anche quello ma c’è una ricostruzione certificata dal dipartimento scientifico dei Musei Vaticani che lo ha ritenuto documento unico e irripetibile”. E dopo la testimonianza di Balich è seguito il videomessaggio di Sting, che per lo show ha confezionato un personalissima versione pop di Dies Irae in latino, brano cardine della colonna sonora.