Il 18 aprile, e solo per quella data, tornerà nelle sale italiane il capolavoro dell'animazione giapponese "akira". Nexo Digital consentirà a tutti gli appassionati di seguire il film [VIDEO] con un nuovo doppiaggio in italiano. Si tratterà di una vera e propria celebrazione per tutti gli amanti di quest'anime che, così, potranno festeggiare i trent'anni dalla sua prima uscita sul grande schermo. Invece, per tutti coloro che non l'hanno mai visto, sarà un'occasione per conoscere un autentico mito degli Anni '80.

Pietra miliare

"Akira" è una vera e propria pietra miliare dell'animazione, che ha permesso all'Occidente di approcciarsi in maniera differente alla cultura giapponese dei manga e dei suoi relativi anime.

Basato sull'omonima opera di Otomo, che ne curò tutta la lavorazione, questo lavoro fu un vero e proprio precursore per tematiche e tecnica cinematografica. La realizzazione della pellicola fu mastodontica: un miliardo di yen spesi (cifra impensabile per l'epoca), 1.300 animatori provenienti da 50 studi diversi che lavorarono giorno e notte dietro turnazioni.

Ma ciò che ancora oggi colpisce di più è l'innovazione apportata da Otomo: introduzione di inquadrature inusuali per un film d'animazione, utilizzo della luce e del colore per dare un effetto iperrealistico, uso continuo del ralenti per prolungare alcuni momenti chiave del film. Per non parlare dell'indimenticabile colonna sonora di Shoji Yamashiro, capace di mescolare elettronica, classica europea e pezzi provenienti dall'Indonesia e dal Giappone.

Questi elementi, associati con grande sapienza, hanno dato vita ad una serie di musiche di rara bellezza.

Gioco illusorio

Non si esagera quando si paragona "Akira" ad altre pietre miliari della fantascienza come "Blade Runner" o "Neuromante". Allo stesso tempo, però, sarebbe riduttivo categorizzarlo in modo semplicistico, magari accostandolo ad altre opere [VIDEO]cyberpunk, poiché quanto ha da offrire sotto l'aspetto tematico, non è da meno rispetto al livello stilistico/tecnico.

Il film d'animazione di Otomo è la storia della ricerca del potere e della sua impossibilità di padroneggiarlo, laddove tutti i personaggi sono chiamati a prendere parte ad un gioco che non ha fine, se non l'annientamento totale del mondo come lo conosciamo noi. È l'illusione di poter comprendere qualcosa di molto più grande di noi. La vicenda si svolge in una Tokyo devastata da due guerre atomiche, in uno scenario che non ha più futuro e nemmeno presente, dove la salvezza potrebbe giungere dall'amicizia e dall'amore delicato tra Kaneda e Kay: un piccolo barlume di speranza, laddove tutto sembra ormai perduto. Insomma, un capolavoro destinato a far parlare di sé ancora per molto tempo.