Negli ultimi giorni la città di Salerno è stata protagonista della cronaca nazionale, a causa di un'inchiesta del quotidiano Libero, che ha rivelato, dati alla mano, come un cittadino maggiorenne su tre sia in cura per problemi psichiatrici e psicologici. Tra i dati spuntano tantissimi giovanissimi. Quello che succede a Salerno è lo specchio estremo e drammatico di ciò che sta succedendo sull'intero territorio nazionale. Droga, disturbi alimentari, disturbi dello sviluppo psicologico, ma anche l'emergenza educativa, le baby gang e gli episodi di violenza tra genitori e docenti, che costellano lo stivale, rivelano un disagio che probabilmente, prima di ogni substrato sociale, affonda le sue radici nel rapporto generazionale, tra genitori e figli.

Proprio a Salerno, in un clima delicato e bisognoso, continua il lavoro di Antonella Valitutti e Licia Amarante, fondatrici del L.A.A.V. Officina Teatrale, che hanno da poco concluso la IV edizione della rassegna teatrale "Out of Bounds".

La Valitutti attrice e l'Amarante regista continuano a proporre il teatro come una valida soluzione all'emergenza educativa. Debutterà, infatti, il prossimo giovedì 12 aprile alle ore 21, presso il Teatro del Giullare (via Vernieri, trav. Incagliati – Salerno) la nuova produzione di L.A.A.V. Officina Teatrale "Lo zoo di vetro" di T. Williams. Il dramma in due atti, che vede in scena Antonella Valitutti, formata con nomi dal calibro di Franco Angrisano e Mario Scarpetta, Emilio Barone, Gianni D’Amato, e due giovanissimi, Marina Napoli e Valerio Elia, ha la regia di Licia Amarante, che ha già curato la regia di 4 TEMPI, studio su H.

Pinter; Attese I-II-III, basati su testi di drammaturgia contemporanea, e Valerio Elia.

L'opera di Williams, qui tradotta da Gerardo Guerrieri, calza perfettamente alla produzione L.A.A.V. e al loro stile "fuori confine". Si tratta di un dramma familiare e di memoria, tutta la storia passa per gli occhi di Tom, figlio e "capo famiglia", che subisce la morbosità della madre e l'assenza del padre, che si fa palpabile. Ciò che viene mostrato allo spettatore è frutto del ricordo di Tom, filtrato dalla sua memoria, così nasce la scenografia, fatta di geometrie trasparenti. La madre, Amanda, è asfissiante e proietta tutto il suo rammarico sui figli. Laura, sorella minore di Tom e figlia di Amanda, è la vera protagonista, colei che costruisce una realtà fragile e simbolica, costituita da tanti animaletti di vetro. In mezzo all'ego degli altri protagonista, l'altruismo di Laura, mista alla sua fragilità e l'indissolubile timidezza, brilla di luce propria.Sempre al Teatro del Giullare, lo spettacolo sarà in replica anche venerdì 13, sabato 14 alle ore 21 e domenica 15 alle ore 18:30.