A quasi una settimana dall'uscita, 'Enemy' – il nuovo disco di noyz narcos disponibile dalla notte a cavallo tra giovedì 12 e venerdì 13 aprile 2018 – continua ad essere il principale argomento di discussione del rap italiano.

Quasi tutti i pezzi grossi della scena rap made in Italy stanno spingendo il progetto del rapper romano classe 1979, dimostrando una stima ed un rispetto artistico trasversale e fuori dal comune, qualcosa di cui pochissimi suoi colleghi italiani possono vantarsi.

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Noyz Narcos si riprende il trono

Il disco nel complesso ha soddisfatto le aspettative del pubblico – fatta eccezione per le sterili e discutibili polemiche mosse da qualcuno dei fan di lungo corso per la scelta degli 8 featuring presenti nell'album [VIDEO] – rimettendo lo storico membro del TruceKlan al centro della scena italiana, dopo qualche anno di silenzio.

Il rap italiano dal 2015 (anno di uscita di 'Localz Only', ultimo lavoro ufficiale di Noyz Narcos prima di 'Enemy') è completamente cambiato. E' diverso il sound dominante, sono diversi i numeri, il peso del rap nel music business, il modo di relazionarsi con il pubblico, il marketing e sono state completamente stravolte le dinamiche dell'industria musicale, ma Noyz Narcos è ancora un riferimento per tutti – giovani, giovanissmi e meno giovani – un pilastro ben saldo al centro del gioco.

In una recente video intervista concessa a Noisey l'artista romano ha spiegato nel dettaglio alcune questioni relative ai contenuti del suo disco [VIDEO], rispondendo alle polemiche per la scelta dei featuring, spiegando anche il significato di alcune frasi come 'I soldi sono il male'.

La morte, le panchine e le domande extraterrestri

Con queste parole il 'Re di Roma' ha spiegato la sua ossessione per il tema della morte, argomento dominante in 'Enemy' e presente in maniera a dir poco massiva in tutta la sua discografia:

'Riguardo a questa cosa della morte devo ammettere che in questo disco ne ho fatto un uso un po' smodato, quasi che dovei toccarmi le p***e quando parte una canzone (ride, ndr).

Il fatto è che qui mi sembra che stiano tutti parlando del fatto che escono, c'è il sole e sono contenti. Poi può essere pure che uno si fa delle domande.. extraterrestri.

Magari io ne parlo un po' troppo, magari c'ho un fascino per la morte, che ti devo dire. E' una cosa che mi affascina da sempre, non a caso in ogni copertina dei miei lavori ci sono i teschi, o c'è la morte con la falce.

Parlo anche spesso di panchine [...] ai miei tempi non c'erano ancora i cellulari, quando uscivi da scuola andavi in una delle mille zone verdi che ci sono a Roma, e prima o poi uno che si stava facendo una canna su una panchina lo trovavi.'