"L'Archivio audiovisivo del movimento operaio è un archivio più del presente che del passato". Lo scriveva Cesare Zavattini nel 1980 ed è stato lui il primo presidente dell'Aamod, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico costituito in una Fondazione nata alla fine degli anni Settanta del Novecento per diffondere storie e memorie collettive dei movimenti sociali. Il prossimo 24 maggio alle 19 a Roma nella sede del Teatro dei Dioscuri al Quirinale avverrà la presentazione ufficiale del Premio Cesare Zavattini 2018 con partecipazioni prestigiose. Oltre al Presidente della Fondazione Aamod Vincenzo Vita, saranno presenti il Presidente dell'Istituto Luce-Cinecittà Roberto Cicutto, il Direttore Artistico del Premio Zavattini Antonio Medici, il Regista e Sceneggiatore Paolo Virzì.

Il valore dell'evento risiede nell'interpretazione delle memorie dell'archivio cinematografico assegnando le sembianze della contemporaneità, come se alla stessa parola "archivio" fosse assegnabile un orizzonte di senso convenzionale, adattabile ad una duttilità che accoglie le trasformazioni, anche radicali, dei contenuti depositati. Ciò che resta centrale e medesimo è lo sguardo sul Cinema [VIDEO] e sulla realtà, secondo il metodo di Cesare Zavattini, scrittore, regista, pittore,animatore culturale, padre del neorealismo.

I film vincitori della prima edizione ed il bando 2018

Nella serata del 24 maggio saranno proiettati alla presenza degli autori i cortometraggi [VIDEO] vincitori della prima edizione del premio. Si tratta di quattro produzioni, a cominciare da Blue Screen, di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo, che partendo da materiali d'archivio relativi al movimento del Sessantotto, hanno ideato una storia di fantascienza nella quale le macchine create dall'uomo si ribelleranno.

Fuori Programma di Carla Oppo ha, invece, partecipato per la categoria "Reapropriacion" ad "Ultracinema", festival che si è tenuto dal 30 novembre al 3 dicembre 2017 in Messico. Massimino di Pierfrancesco Li Donni conclude una sorta di trilogia ripercorrendo il film ed il documentario di Ettore Scola "Trevico-Torino" e "Vorrei che Volo", distanziati l'uno dall'altro da una decina d'anni, e raccontando che l'immaginario protagonista di Scola, in un'impietosa scansione di passato e presente, abbia trascorso metà della sua vita in carcere. Infine Dimenticata Militanza di Patrizio Partino propone un ritratto politico dell'attore Gian Maria Volontè del quale si disse che è stato "un rivoluzionario in veste d'attore" e la cui passione civile è ancora poco conosciuta e riconosciuta. La visione dei corti già premiati servirà da incoraggiamento per i nuovi filmaker che avranno tempo fino al 22 giugno 2018 per inoltrare le loro domande di partecipazione. Zavattini 2018 selezionerà tre vincitori che potranno accedere all'uso gratuito del materiale filmico della Fondazione Aamod e degli archivi partner oltre che dei servizi di produzione e post-produzione.

A ciascun progetto realizzato è attribuito un premio di 2000 euro insieme ad un percorso formativo e di sviluppo che si terrà tra luglio e dicembre 2018 mentre i cortometraggi potranno essere terminati fra gennaio e giugno 2019. Il Premio Zavattini è sostenuto, inoltre, da Siae, Mibact, Regione Lazio e si avvale della collaborazione dell'Istituto Luce-Cinecittà con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni.