Rancore è da anni considerato uno degli artisti più interessanti del panorama rap italiano. Non era stato annunciato tra gli artisti sul palco nel corso di quella che sarà la 69° edizione del Festival di Sanremo, ma il suo nome nel cast è emerso in occasione del pre-ascolto riservato alla stampa. Sarà ospite del Festival e si esibirà nella quarta serata, insieme a Daniele Silvestri con il brano "Argento Vivo".

Rap e Sanremo sono due realtà che possono coesistere? Baglioni ci prova

Il rap, come l'indie rock, sembra essere una delle nuove sfide di questa edizione del Festival.

In verità non si può certo dire che il rap sia sconosciuto all'Ariston. Basti pensare a Caparezza quando ancora era Mikimix, oppure a Clementino, a Rocco Hunt. Forse non c'era da aspettarsi Nino D'angelo con Livio Cori, questa è una bella sorpresa. Così come risulta spiazzante la scelta del direttore artistico Claudio Baglioni di portare sul palco Achille Lauro, ma qui c'è la chiara la volontà di unire il rap al mondo della musica cosiddetta mainstream. Una scelta praticamente obbligata se la kermesse canora più amata dagli italiani vuole stare al passo con i tempi, perché oggi il rap è il genere musicale più ascoltato dai giovani nel Bel Paese.

I nomi che non ci aspettavamo al Festival

Che sia un azzardo oppure no, sarà il pubblico a dirlo e gli ascolti di Spotify. Ma tornando alla gara sanremese, partiamo da Achille Lauro. Classe 1990, dichiaratamente fan di Vasco Rossi, porterà sul palco un brano che si chiama "Rolls Royce". C'è da scommettere che la sua canzone sarà rock e fuori dagli schemi, visto il percorso artistico l'ha portato spesso a mescolare il proprio rap con sonorità pop, trap, house e samba trap, come nell’ultimo sperimentale progetto Pour l’Amour.

Un artista versatile, partito dal rap che si è spostato pian piano verso il pop-soul-rnb è invece Ghemon. L’anno scorso ha partecipato al Festival di Sanremo in qualità di ospite, infatti nella serata dei duetti ha affiancato Diodato e Roy Paci. Quest’anno partecipa alla gara con il brano “Rose viola” ed affida ai social il suo pensiero, scrivendo sul suo profilo Instagram: “È una corsa molto lunga la mia.

Continuo a fare, lavorando, sodo, sempre. Ci sono”.

Le 'strane coppie'

Per la categoria "strane coppie" gareggiano Patty Bravo e Briga che portano all'Ariston un brano intitolato "Un po' come la vita". Briga fin dall'inizio della sua carriera ha proposto un cantautorato diverso da quello a cui eravamo abituati, con un'idea particolare di hip hop che crea molte aspettative su questa partecipazione e su questa insolita contaminazione di generi musicali.

E poi ci sono Nino D’Angelo e Livio Cori con il brano “Un’altra luce”. Il primo non ha bisogno di presentazioni, rappresenta la scena neomelodica napoletana da un numero incredibile di anni.

Il secondo è un giovane rapper partenopeo la cui voce figura anche nella colonna sonora di 'Gomorra'. Dal palco sanremese è pronto a lanciarsi nel suo primo progetto discografico con Sugar Music. Accumunati dalla stessa città di appartenenza, vogliono trasmettere i valori a cui si sentono più legati. In base a quanto è trapelato dai primi ascolti della stampa, porteranno sul palco un brano cantato maggiormente in dialetto napoletano. Scelta talvolta discutibile che sarà il pubblico a premiare oppure no.

La resa dei conti

Il giudizio insindacabile, del resto, è sempre quello del pubblico e non ci riferiamo al pubblico dell'Ariston.

Perché si sa, arrivare primi a Sanremo non assicura un successo anche a livello commerciale. Anzi, talvolta accade l'opposto: così fu ad esempio nel lontano 1967 quando Little Tony portò a Sanremo “Cuore matto” e non vinse, ma il pezzo divenne la colonna sonora di tanti giovani dell'epoca e viene ricordato anche ai giorni nostri, ma così fu anche con Vasco Rossi negli anni '80. Nel 1983 la sua 'Vita Spericolata' si classificò penultima, poi divenne un inno generazionale.

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