Ogni inverno, nello Utah, il Sundance film festival si dedica a far conoscere al mondo nuove voci cinematografiche. Non mancano personaggi già famosi al grande pubblico ma il festival è considerato soprattutto un trampolino di lancio per nuovi registi. Il festival venne fondato da Robert Redford nel 1985, da allora è stato la culla di numerose produzioni indipendenti.

L’addio Robert Redford

Nella giornata di apertura, Redford stupisce tutti annunciando il suo ritiro dal festival. Il fondatore dichiara di aver passato molto tempo all’introdurre novità e non pensa che il festival abbia bisogno di altro.

Ritiene che sia il momento di farsi da parte, ha lasciato intendere di voler dedicare più tempo a contatto diretto con la comunità dei film-maker invece che introdurli solamente.

Durante la conferenza stampa ha ricordato alcuni dei primi momenti del festival, in particolare la prima serata di apertura in cui non venne quasi nessuno, le persone lo guardavano incuriosite e si chiedevano perché stesse fuori dal teatro.

Redford ha ribadito l’importanza di dare voce al Cinema indipendente e si augura che sempre più prodotti vengano creati e riconosciuti non per il loro valore economico ma per il loro potenziale intrinseco e per il fine che le storie vogliono raccontare.

Italiani al Sundance

Lo scorso anno, il festival è stato il palco di apertura per Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, film che portò a casa 4 nomination agli Oscar.

Quest’anno ci sarà un altro produttore italiano in gara: Silvio Muraglia con After The Wedding.

After the wedding è un remake del film con l’omonimo nome del 2006. Il drama danese venne diretto da Susanne Bier con protagonisti Mads Mikkelsen e Sidse Babett Knudsen, ottenne un grande successo presso la critica e fu nominato agli Academy Awards nella categoria film straniero.

Il remake di Muraglio è diretto da Barth Freudlich ed è stato presentato fuori concorso nella giornata di apertura del festival. La grossa differenza con l’originale è che questa volta la storia vede come protagoniste due donne che hanno seguito percorsi di vita molto differenti. Interpretate da Julianne Moore e Michelle Williams, Theresa e Isabelle hanno seguito percorsi di vita molto differenti, una è una donna in carriera a New York mentre l’altra lavora in un orfanotrofio in India; il loro incontro al matrimonio della figlia di Theresa farà riemergere un passato segreto.

I primi film in concorso: ‘The Sunlit Night’ e ‘Extremely Wicked’

Il primo film in concorso presentato al festival è stato The Sunlit Night, tratto dal romanzo di Rebecca Dinerstein. L’adattamento proposto da David Wnendt vede nel cast Jenny Slate, Alex Sharp, Zach Galifianakis, David Paymer e Gillian Anderson. La storia è ambientata tra spiagge e paesaggi nordici, racconta il percorso di personaggi con una vita caotica che impareranno ad apprezzare il loro essere "incasinati".

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La critica, tra cui i recensori del Variety e dell’Hollywood Reporter, lo ha definito il film perfetto per l’audience del Sundace, che pare averlo molto apprezzato durante la proiezione, sembra mancare però della struttura necessaria per convincere a pieno il grande pubblico non abituato a determinati tipi di script.

Gli stessi problemi sembrano riscontrati nel discusso film Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile di Berlinger.

Di tematica totalmente opposta al precedente, il film racconta la vita di un noto serial killer americano, Ted Bundy, interpretato da Zac Efron, seguendo il punto di vista della fidanzata Elizabeth, a cui da il volto Lily Collins. La parte più apprezzata della pellicola è l’intensa performance di Efron, che corre un grande rischio distaccandosi dai suoi personaggi precedenti. Il carisma di Ted convince chi lo circonda della sua innocenza quasi fino alla fine, l’effetto sorpresa del film viene però smorzato dal fatto che il pubblico conosce già le premesse della storia, ovvero che Ted è colpevole.

Le macchinazioni del seguire il punto di vista della fidanzata, per mantenere gli spettatori all’oscuro dei macabri crimini, non sortiscono a pieno l’effetto ricercato poiché durante il processo, Liz viene relegato sullo sfondo. Il recensore Brian Tallerico ritiene che, se il film avesse sempre seguito il punto di vista di Elizabeth, sarebbe potuto essere un’ottima pellicola sui rischi che si possono correre nell’essere ingannati dalle persone che si pensa di amare ma, avendola relegata a personaggio secondario, il film perde molto del suo potenziale.

Il Sundance film festival prevede un ricco cartellone di proiezioni e proseguirà fino al 3 febbraio.

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