Negli ultimi decenni il concetto di famiglia ha subito diversi cambiamenti. Tuttavia, per la narratrice Sophie Kinsella non abbastanza da eludere il modello più accreditato. Non è quindi casuale che il titolo della sua ultima fatica letteraria sia una esclamazione che è stata traghettata nel terzo millennio – perlomeno in questo primo ventennio e senza ipotecarne il resto – intonsa e presa dal passato: “La famiglia prima di tutto” (Mondadori, pag. 331), pubblicato il 12 febbraio 2019. Insomma, in questo scritto le diverse evoluzioni che il gruppo-famiglia – attraverso un percorso multiforme, polivalente, fluido e sfumato – ha e sta sperimentando, sono solo osservate da lontano. L’innervazione del lavoro letterario è invece solidamente legata alla tradizione.

Pubblicità

'La famiglia prima di tutto' come valore

Per chi non abbia ancora avuto occasione di dirigere la propria attenzione sull’identità della famiglia, vale la pena ricordare che essa si normalizza e si qualifica, in genere, grazie a moduli sociali accettati senza obiezioni. Ma anche legiferati, è ovvio. Questo modello, che si è arricchito con quello ‘arcobaleno’ - più adatto ad accogliere opzioni organizzative più ampie -, è quello a ‘due colori’. Insomma, l’uomo e la donna che diverranno padre e madre della propria prole.

Ed è proprio questo ambiente sociale, questa organizzazione parentale che – da sempre o almeno nel recente passato – ha avuto grande successo nella classe media, la quale ne ha decretato lo status di valore: esattamente quel valore che il padre di Fixie Farr – questo il nome della protagonista del libro – le lascia come eredità da accudire con responsabilità.

Trama del romanzo

A Londra, più precisamente nella zona West London, c’è un adorabile negozio. Vende tutto quello che possa risultare utile in una casa, che siano seggiole o attaccapanni, il gestore fa di tutto per accontentare il potenziale cliente.

Pubblicità

Questo, fino a quando il signor Farr, fondatore dell’esercizio, è in vita. Quando purtroppo viene a mancare, il negozio e la sua conduzione passano fra le mani dei suoi parenti; ovvero, la moglie e i figli. Tuttavia, l’unica che si rivela all’altezza del motto del padre, "La famiglia prima di tutto" (anche, in questo frangente, come sinonimo di un bene famigliare come il negozio, va da sé), è Fixie. I fratelli, invece, si rivelano degli incapaci; dei fannulloni pronti a creare pasticci. La ragazza conosce Sebastian, un affascinante personaggio al quale fa una cortesia con estremo zelo.

Lui è uno sconosciuto eppure lei dimostra nei suoi confronti una rettitudine comportamentale che la porterà, in un momento di riflessione, a chiedersi perché trascuri se stessa in favore di chiunque. Forse è giunta l’ora, per lei, di cambiare.