Si era dichiarato perplesso, con tanto di post social, dopo la vittoria di Mahmood al 69° Festival di Sanremo. Matteo Salvini ha però voluto chiarire che non ha nulla contro il giovane cantautore italo-egiziano e, a dimostrazione di ciò, lo ha voluto chiamare al telefono per complimentarsi. La sua critica non va certamente all'artista, ma alla giuria del Festival. Riguardo a Mahmood, lo definisce praticamente vittima di una strumentalizzazione politica.

'Sanremo deciso da un salotto radical chic'

Intervistato da La Stampa, dunque, il ministro dell'Interno ha chiarito di non avere nulla contro Mahmood.

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"Mi sono fatto dare il suo numero di telefono e l'ho chiamato. Gli ho detto che deve godersi la vittoria e che sono felice per lui", ha spiegato Salvini, aggiungendo che Mahmood non può essere 'usato' come simbolo di integrazione. "Lui è nato a Milano, è italiano ed è stato messo al centro di qualcosa che non gli appartiene, si tratta di polemiche pretestuose". Ne approfitta invece per attaccare la giuria d'onore di Sanremo. "Un salotto radical chic ha deciso il Festival", ma nel contempo non contesta invece la giuria della sala stampa sostenendo che i giornalisti vanno a Sanremo per fare quel lavoro, giudicare le canzoni.

Secondo il suo parere, però, non va bene che la preferenza di persone che pagano per votare venga stravolta ed in questo caso punta il dito sulla citata giuria d'onore. Prende le difese di Ultimo e lo rincuora, sottolineando che la delusione di chi arriva alla fine e non vince è comprensibile, ma che la canzone andrà comunque molto bene. "Mi dispiace solo che sia stato detto e scritto che hanno votato Mahmood per farmi dispetto", aggiunge Matteo Salvini.

'No comment' sul post di Elisa Isoardi

Dunque Matteo Salvini cerca in qualche modo di tutelare il vincitore del Festival da una sorta di strumentalizzazione politica, un concetto che ribadisce.

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"Lo hanno etichettato come il cantante degli sbarchi" ed a suo modo di leggere la questione, è l'immagine di una contrapposizione in atto nel Paese. "Il popolo contro l'élite, questo ragazzo è stato usato dalla sinistra. Io però mi sono sentito in torto nei suoi confronti e per questo l'ho chiamato". In ultimo, gli viene chiesto di commentare il post su Instagram di Elisa Isoardi che a molti è sembrato una sorta di frecciata nei suoi confronti. L'ex fidanzata del vicepremier aveva esaltato Mahmood come 'simbolo dell'incontro tra culture che crea bellezza'.

"Nessun commento, ho 46 anni e non commento", taglia corto il leader del Carroccio.