Sono tanti i film comici che si realizzano ogni anno in Italia. Ma questi lungometraggi non sono tutti uguali. Accanto a quelli più demenziali e privi di contenuti ci sono alcuni rari esempi di opere che cercano di ripercorrere il solco della grande commedia all’italiana e di maestri come Risi, Monicelli, Comencini e Scola. Un Cinema che è capace di parlare del reale con una rappresentazione dei difetti e delle grettezze del Paese che, dietro al divertimento, spesso nasconde toni tragici.

Insieme a Paolo Virzì, un’altra accoppiata di successo che ha deciso di seguire questa strada è quella formata da Paola Cortellesi e dal marito, Riccardo Milani. L’attrice ha raccontato le difficoltà di questa scelta durante la lezione di cinema tenuta a Bari, nell’ambito del Bif&st – Bari International Film Festival ed ha parlato a lungo anche della commedia all'italiana. "Può affrontare anche aspetti tragici".

La regina del box office al cinema

Paola Cortellesi, che ha ricevuto a Bari il Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence, si è soffermata in particolare su uno dei maggiori successi al box office degli ultimi anni, Come un gatto in tangenziale, da lei recitato insieme a Claudio Bisio. In pochi sanno che l’idea del film è nata da un’esperienza realmente vissuta dalla coppia alcuni anni fa quando una delle figlie avute da Milani dal precedente matrimonio aveva avuto una storia con un ragazzo del quartiere Bastogi, una delle zone con il maggior indice di criminalità a Roma.

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Inizialmente questa relazione aveva creato qualche preoccupazione nei genitori che però poi si erano resi conti che stavano compiendo una vera e propria discriminazione verso certi luoghi e certe persone. Anche il padre e la madre del ragazzo all’inizio erano diffidenti ma, superata le iniziali resistenze, tutto è andato per il meglio.

La formula vincente della commedia all'italiana

Per il personaggio di Monica, Paola si è ispirata a tante persone realmente conosciute quando viveva anche lei in periferia.

Non erano invece presenti nella stesura iniziale le due sorelle, Pamela e Sue Ellen, conosciute durante i provini con gli abitanti del quartiere e subito inserite nel copione. La realtà si è confusa con la finzione quando alcuni mesi fa le due attrici provette sono state nuovamente arrestate per furto aggravato. “Mi avevano promesso che non l’avrebbero fatto mai più. Ora sono un po’ arrabbiata con loro, ma spero che in futuro ci riescano” .

Questa formula vincente è stata replicata di recente in Ma che ci dice il cervello dove la commedia nasconde ancora una volta spunti interessanti come la crescente aggressività e la delegittimazione delle competenze nella società. "La commedia offre anche la possibilità di affrontare temi tragici" - ha chiosato la versatile artista romana

Per le donne mille difficoltà

Del resto il pubblico ormai riconosce a Paola Cortellesi la passione nel fare il proprio mestiere grande versatilità che nasce proprio dalla curiosità dell’interprete che la spinge sempre a cimentarsi in nuove iniziative, anche perché “quello dell’attore è l’unico mestiere che ti dà la possibilità di fare tutto”.

Ma la strada non è semplice: diversi sono i pregiudizi da superare, per esempio quando è passata dalla televisione al teatro senza riproporre gli stessi personaggi visti sul piccolo schermo. Oppure quando ha provato a fare cinema ai primi tempi perché da molti vista come legata alla tv. Infine l’attrice riconosce le mille difficoltà che ancora le donne devono affrontare per affermarsi e per ricevere il giusto riconoscimento il proprio lavoro.

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