Apre oggi i battenti a Roma una mostra che intende celebrare la costanza dell'Arma dei Carabinieri nel recupero e salvaguardia dell'immenso patrimonio culturale italiano.

Si intitola "L'Arte ritrovata", e con un'esposizione di trenta opere punta a testimoniare l'impegno incessante e lo splendido lavoro effettuato dai militari dell'Arma, ma anche quello che c'è ancora da fare con l'aiuto dei cittadini. Tutti siamo coinvolti, nessuno escluso.

Sede, durata e messaggio

"L'arte ritrovata" è visitabile da oggi, venerdì 7 giugno, fino al 26 gennaio 2020.

La suggestiva cornice è quella dei Musei Capitolini, in particolare delle Sale Terrene del Palazzo dei Conservatori.

La volontà dei curatori Daniela Porro, direttore del Museo Nazionale Romano, e Alessandro Mandolesi, archeologo, è quella di creare una mostra antologica, che raccolga una collezione consistente ed esplicativa atta a raccontare qualcosa di davvero fondamentale per il popolo italiano.

Con la collaborazione tra il Nucleo Tpc e il Centro Europeo per il Turismo e la Cultura nasce "L'arte ritrovata" per ricordare e celebrare il mezzo secolo di impegno e attività dell'Arma dei Carabinieri e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale nato nel 1969.

Ben 50 anni di recupero e salvaguardia di grandi opere del nostro patrimonio saccheggiate ed esportate. Una lunga storia di furti, esportazioni illecite, saccheggi e scavi clandestini narrata attraverso delle opere scelte accuratamente. Il salvataggio di grandi lavori artistici, il racconto delle investigazioni che hanno portato a questi risultati e, al contempo, un esempio per i giovani e un invito alla legalità.

La mostra e le testimonianze

La mostra vuole essere un vero e proprio mosaico di testimonianze archeologiche e artistiche in grado di rappresentare in maniera simbolica le molteplici opere restituite alla comunità.

Dal bilancio stilato, i lavori recuperati e restituiti in 50 anni dai carabinieri sono quasi due milioni, ma i curatori dell'evento hanno deciso di focalizzarsi su trenta opere che vanno dall'VIII secolo a.C.

al Barocco, al fine di realizzare un piccolo viaggio alla scoperta dell’archeologia e dell'arte italiana tramite una piccola selezione di qualità messa insieme per la prima volta.

Le opere scelte provengono da sequestri a ricettatori o collezionisti nell'ambito del grande commercio internazionale legato all'arte, grazie al lavoro compiuto dall'Arma dei Carabinieri ed ora custodite nei depositi di musei italiani o rientrate nelle proprie sedi originarie.

In questa selezione rientrano la scultura di età augustea di Artemide marciante, trovata in uno scavo clandestino a Caserta e recuperata prima che venisse trasportata all'estero, comprata da un museo; affreschi strappati da una villa romana sconosciuta nei pressi di Pompei, alcuni esportati a New York ed altri in Svizzera; splendidi vasi in bronzo rinvenuti in scavi clandestini in Etruria, Puglia e Sicilia; tre dipinti rubati dalla collezione capitolina e recuperati prontamente, ossia l'Adorazione dei Magi del Garofalo, il San Giovanni Battista del Guercino e la Sacra famiglia con i Santi Francesco e Caterina d'Alessandria del Carracci.

Tante le opere ancora da recuperare, ma molte quelle finalmente tornate al loro luogo d'origine, rientrate a far parte dell’incredibile patrimonio culturale italiano, grazie al costante e dedito lavoro dei carabinieri. Dal 7 giugno al 26 gennaio 2020, una mostra sulla strada che l'Italia deve continuare a intraprendere.

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