Un concerto dal vivo deve rimanere uno spettacolo senza tracce pre-registrate: è questo in sintesi il pensiero del chitarrista degli Iron Maiden Adrian Smith, che ha spiegato di essere contrario alla scelta di alcune rock band di far uso di brani pre-registrati durante le loro esibizioni dal vivo.

Intervistato dal New York Post l'artista ha detto la sua, criticando implicitamente band come i Kiss che invece fanno uso di queste tracce durante i propri show.

Le parole di Smith

Negli ultimi anni, sempre più band hanno deciso di fare ricorso a tracce registrate e a basi musicali: in una recente intervista al New York Post, il chitarrista Adrian Smith, membro degli Iron Maiden, non ha nascosto la sua contrarierà a questa pratica: "Ti confesso una cosa, lo vedo con molti gruppi più giovani e non credo possa essere una buona cosa".

Secondo il chitarrista l'eccesso di tecnologia sta rovinando la musica: "Intendo che adesso la musica sta diventando troppo tecnica. Ha i sistemi di registrazione computerizzati, che noi utilizziamo, ma penso che lo facciano più per comodità che per necessità. Abbiamo fatto un tour con alcuni gruppi che usano nastri... e quello che si sente non è reale. Dovresti suonare dal vivo...il tutto dovrebbe essere dal vivo. Non sono d'accordo con l'impiego dei nastri...credo che sia una vergogna". La critica pare rivolta ai Kiss e anche ad altre band che hanno fatto uso di queste tracce.

Il tour degli Iron Maiden

Nel frattempo gli Iron Maiden sono impegnati con il Legacy of the beast tour e Smith commenta con grande entusiasmo la tournée: "È un gran divertimento. Probabilmente è la più grande produzione che abbiamo mai avuto. Abbiamo tutti gli oggetti di scena...è tutto collegato al videogioco Legacy (...) suonare un assolo di chitarra con uno sputafuoco sospeso sopra la testa è abbastanza divertente".

E ripensa anche al primo concerto con i Maiden in quel di New York: "Credo che la prima volta che abbiamo suonato a New York sia stato al Palladium con i Judas Priest.

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Era nel 1981, credo. Ricordo anche di aver suonato in un'altra occasione al Palladium quando qualcuno ha lanciato qualcosa come una bomba di ciliegie sul palco e ha accecato uno dei nostri roadie, per fortuna solo temporaneamente".

E a proposito del tour della band, confermando le dichiarazioni di qualche giorno fa del bassista Steve Harris, Smith non crede affatto che per la band sia il momento di uscire dalle scene: “Penso che ci piace davvero suonare dal vivo. È difficile viaggiare, è difficile per tutti.

È unico il fatto che siamo stati insieme per così tanto tempo, e penso che fin quando le persone vorranno venire a trovarci, continueremo a tenere concerti".

Proprio Steve Harris, in una recente intervista, aveva detto che quando si accorgerà che i Maiden non conteranno più nulla, allora sarà giunto il momento di ritirarsi. Ma per il momento ha rassicurato tutti i fan: il lungo tour della band continuerà con entusiasmo sino alla fine del 2019 e in totale conterà ben 82 concerti. La pensione, insomma, può ancora aspettare.

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