Saranno presentati in prima mondiale e si tratta di due accurati lavori che attraversano entrambi il tema del dolore innocente. "American Skin" dello statunitense Nate Parker e "Beyond the Beach, the hell and the hope", dell'inglese Graeme A.Scott completano nella sezione Sconfini la programmazione della 76^ Mostra Internazionale di Arte Cinematografica che si svolgerà al Lido di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre.

Parker che è regista, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico, ha scelto per il commento al film dopo la proiezione veneziana l'intervento del poliedrico Spike Lee, celebre maestro nella regia di films a sfondo sociale, politico e razziale. Graeme, al debutto con la macchina da presa, è stato, invece, affiancato nella realizzazione della sua opera da Buddy Squires, direttore della fotografia nominato all'Oscar e pluripremiato all'Emmy.

La Mostra, diretta da Alberto Barbera e presieduta da Paolo Baratta, ha ultimato, inoltre, la composizione della Giuria del premio Venezia Opera Prima-Luigi De Laurentiis il cui presidente è Emir Kusturica. È stata, infatti, confermata la partecipazione di Terence Nance, regista di Dallas noto per i suoi intenti di sorprendere gli spettatori attraverso la frantumazione dei riferimenti razionali ed il lancio di contenuti ipnotici ed emozionali.

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Cinema

'American Skin', lo specchio del giudizio

Nate Parker ha affrontato il suo secondo lungometraggio dopo l'esordio nel 2016 con "The Birth of a Nation" che si è aggiudicato il premio del pubblico e della giuria al Sundance Film Festival. In American Skin ha scelto anche i panni dell'interprete impersonando Lincoln Jefferson, un veterano della Marina che ha successivamente trovato lavoro come bidello in una scuola media.

Il protagonista cerca di riannodare il rapporto con il figlio, ma la tragedia è dietro l'angolo, restando il ragazzo ucciso per errore da un agente della Polizia durante banali operazioni di controllo. L'autore del delitto viene dichiarato non colpevole senza un equo procedimento e questa sconcertante vicenda farà scattare in Lincoln la determinazione di prendere in ostaggio una intera stazione di Polizia.

L'occupazione diverrà il teatro di un vero e proprio processo nel quale i giudici saranno i detenuti e la gente comune. In un clima sofocleo di contrasto fra norme statali e sentimento di giustizia , la morte del ragazzo, simbolica dell'innocenza falciata, potrà finalmente essere riscattata.

'Beyond the Beach', lo sforzo della pace

È dedicato ad Emergency "Beyond the Beach, the hell and the hope" di Graeme A.Scott, produttore britannico che con quest'opera sceglie per la prima volta il ruolo di regista.

Lo fa con un obiettivo chiaro, quello del racconto di scelte coraggiose intraprese da medici ed infermieri che hanno lasciato l'ordinarietà delle loro vite per inabissarsi nella sofferenza della guerra e prestare soccorso alle popolazioni prigioniere dei conflitti. La narrazione è documentaristica per mostrare la realtà di ospedali e luoghi devastati nell'inferno di vite in bilico. L'efficacia delle immagini proposte è esaltata dalla sensibilità e professionalità del direttore della fotografia Buddy Squires. Ciò che colpisce non è soltanto l'esposizione al rischio dei volontari dell'organizzazione umanitaria fondata da Gino Strada nel 1994 e che ha salvato fino ad oggi oltre nove milioni di persone nel mondo, ma, soprattutto, il primo piano delle emozioni messe alla prova fra lacrime, frustrazioni, risate se si "vince" la riuscita di un intervento. Qualcosa che ci riporta alle radici dell'umano e dei legami di solidarietà fondativi della civiltà.

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