Debora Scalzo è una ragazza trentenne dalle mille risorse e forse alcuni ancora non la conoscono anche se ha realizzato una linea di occhiali da sole, ha scritto diversi libri e presenziato a concorsi letterari ed eventi di vario genere. In occasione dell'Etna Book 2019 abbiamo potuto intervistarla e conoscerla meglio e proprio lei ha dato consigli preziosi per gli scrittori emergenti.

L'intervista a Debora Scalzo

Sei scrittrice, sceneggiatrice, stilista e art director: come riesci a coniugare tutte queste sfumature e occupazioni facendole, tra l’altro, tutte bene?

Ti ringrazio molto per il complimento.

Sicuramente alla base di tutto c'è la grande passione per il mio lavoro e la forte determinazione. La scrittura per me è un qualcosa di straordinario e che svolgo prevalentemente di notte, poiché sono ispirata al cento per cento. Ma sono sempre operativa h24, anche in vacanza lo ero. Devo ringraziare mio marito che mi comprende e mi supporta in ogni cosa che faccio.

Qual è la tua opera, libro o quant’altro che più ti rappresenta e della quale sei più fiera?

Sono fiera di ogni cosa che ho fatto.

Ma non ti nascondo che il mio primo romanzo “Io resto così”, Kimerik Editore, lo porto nel mio cuore. C'è molto di me in Stella, la protagonista.

C’è poi un tuo testo molto attuale e che tratta pure un argomento d’attualità e che spesso viene menzionato solo superficialmente, stiamo parlando del duro mestiere delle Forze dell’Ordine Italiane. Come mai hai toccato questo tema?

Perché da nipote di un nonno bis poliziotto, le Forze dell'Ordine fanno parte della mia vita da sempre, in particolar modo sono una grande fan della Polizia di Stato.

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Curiosità

Nel romanzo parlo di questo giovane poliziotto del sud, Vincenzo, che si traferisce al nord, di come vive la sua vocazione per la divisa, l'amore con Stella, la lontananza dalla famiglia e il lavoro con tutti i suoi rischi, fragilità e paure. Soprattutto parlo di un reparto purtroppo non ancora speciale per la Polizia di Stato, ma “speciale” per il mio cuore: la squadra volante. Un reparto favoloso, che ho vissuto personalmente per lavori cinematografici in corso, ragazzi fantastici, con occhi vissuti e profondi e che come dico sempre, hanno la migliore scuola: la strada.

Sarai ospite di Etna Book 2019 Festival Internazionale del Libro e della Cultura di Catania: come intratterrai il pubblico, hai già preparato una sorta di discorso?

Ritorno nella mia terra d'origine e quindi per me è fonte di felicità. Catania è un pezzo del mio cuore e devo dirti sinceramente che non ho preparato nessun discorso. Non amo prepararmi, ma essere me stessa. Anche quando vado in tv o radio non mi preparo mai, sono sempre andata di getto, come nel mio stile di scrittura.

Secondo te ci sono abbastanza concorsi e festival letterari in Italia?

Certo, ce ne sono moltissimi e non parlo solo di grandi festival, ma anche di piccoli festival e eventi letterari. Io nel corso degli anni ho avuto il grande onore di essere ospite in tantissimi di questi con un coinvolgimento di pubblico pazzesco, sopratutto dei giovani.

Se potessi indire un tuo concorso letterario su quali temi vorresti scrivessero gli autori emergenti e non?

So che può sembrare una tematica scontata, ma vorrei che scrivessero su “l'amore universale”.

Una parola importante e che purtroppo al giorno d'oggi si usa in maniera frivola. Una parola che spesso viene giudicata e non accettata. Sarei molto curiosa di leggere manoscritti che trattano questa tematica, per me personalmente molto importante e a cui do valore.

Quali sono gli autori che ti hanno ispirata?

La grande Alda Merini, Sveva Casati Modigliani, Nicholas Sparks. Il mio romanzo in assoluto preferito, che avrò letto mille volte e rileggo tutt'ora è “Suite Francese”, di Irène Némirovsky.​

Che consigli dai agli scrittori emergenti?

Il mio consiglio è quello di scrivere con passione, di scrivere perché si ama la scrittura e perché ci aiuta ad essere persone migliori dentro di noi. Di scrivere per donare emozioni. Ma non di scrivere per il successo, questo ci tengo a dirlo. Mi capita spesso di ricevere e-mail di persone che mi chiedono consigli sul come poter scrivere un libro di successo e diventare famosi, questo a me dà il voltastomaco. Ti dirò di più, mi dà il voltastomaco soprattutto quando mi scrivono persone che mi hanno sempre giudicato e che non hanno mai letto un libro e che tutto d'un tratto si sentono scrittori. Io scrivo sin da piccina, la scrittura ha aiutato me personalmente a superare forti dolori, difatti mi sono sempre ritenuta “la psicologa di me stessa”. All'età di 8 anni i miei genitori mi iscrissero per mio volere al Conservatorio di Musica. Iniziai a studiare canto, pianoforte, solfeggio e la scrittura musicale, approfondendo nella crescita la scrittura di testi di canzoni, durante masterclass dei più grandi autori del panorama musicale italiano. All'epoca, da bambina, venivo derisa perché passavo il sabato pomeriggio a casa chiusa nella mia stanza a scrivere e sognare, adesso chi mi derideva a suo tempo mi stima e vuole consigli. Ecco a queste persone dico di lasciar perdere. Io non ho mai pensato di avere successo, ho sempre vissuto il tutto come un arricchimento personale e come l'essere riuscita a superare forti dolori rileggendomi. Questo è stato il mio successo e forse proprio questo mio sognare mi ha portato a realizzarmi e ad essere quel che sono.

Per chiunque voglia vedere, ascoltare e stringere la mano a Debora Scalzo ricordiamo l'appuntamento all'Etna Book 2019 che si terrà a Catania dal 19 al 21 settembre con un programma ricco di laboratori, incontri con gli autori ed eventi vari che si staglieranno attorno al grande tema della scrittura.

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